Il travaglio 5s. Casaleggio annuncia la scissione e avverte: il 22 aprile «sarà un nuovo inizio»

Il travaglio 5s. Casaleggio annuncia la scissione e avverte: il 22 aprile «sarà un nuovo inizio»

casal

Ora c’è una data: il 22 aprile. È questa la deadline fissata da Davide Casaleggio per ottenere dal Movimento 5 Stelle la cifra dovuta (circa 450 mila euro) per i servizi elargiti da Rousseau. In caso contrario, i destini del partito e della piattaforma si separeranno. Ad annunciarlo sul Blog delle stelle è un post firmato dall’Associazione presieduta dal figlio del fondatore, che da mesi ha ingaggiato un braccio di ferro con la dirigenza pentastellata in cui l’aspetto economico è solo uno dei problemi. «Qualora i rapporti pendenti non verranno definiti entro questa data, saremo costretti a immaginare per Rousseau un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi e vicino, invece, a chi vuole creare un impatto positivo sul mondo», si legge sul Blog.

La scelta del 22 aprile non è casuale. Per quella data infatti saranno passati esattamente 15 mesi dalle dimissioni di Luigi Di Maio, «l’ultimo Capo politico eletto democraticamente dagli iscritti». E dopo 15 mesi, «arrivato il tempo di eliminare ambiguità, rinvii e mancate scelte», mette in chiaro Rousseau. «È arrivato il tempo di prendere decisioni definitive», è la sentenza, a cui segue una chiosa sibillina: «Per noi il 22 aprile sarà, comunque vada, un nuovo inizio, trasparente, deciso e leale e, soprattutto, insieme a chi dimostrerà di essere tale», annunciano dall’Associazione.

Il riferimento al «nuovo inizio», infatti, lascia aperte varie interpretazioni, compresa la possibilità di una vera e propria scissione politica dal Movimento: da una parte i seguaci di Beppe Grillo (e Giuseppe Conte), dall’altra gli eredi ideali di Giarnroberto Casaleggio (o autoproclamatisi tali). Del resto, qualcuno ha già registrato il dominio internet www. movimentocontrovento.it all’indomani della fiducia a Mario Draghi. E “Controvento” è il manifesto a cui si fa riferimento in una sorta di nuova carta dei valori nata su iniziativa di Rousseau senza coinvolgere il M5S. Non è detto che sia l’embrione di un nuovo partito, molto dipenderà anche dalle intenzioni di Alessandro Di Battista, ma ci somiglia parecchio.

Di certo, debiti a parte, la convivenza tra la piattaforma online e il nuovo leader Conte non è più possibile. L’avvocato non ha alcuna intenzione di mettersi alla guida di un partito anche solo parzialmente diretto dall’esterno, da un’associazione privata. E per tutta risposta, Casaleggio e soci non riconoscono si rifiutano di riconoscere l’ex premier come capo politico. Conte «ha dichiarato di non essere iscritto al Movimento e non riveste, ad oggi, un ruolo riconosciuto dallo Statuto per il quale possa avanzare o sottoscrivere proposte di accordo con Rousseau a nome del Movimento», ha spiegato Enrica Sabatini, socia di Davide in Rousseau, senza troppi giri di parole. I tempi del fioretto sono finiti. Per scindersi serve l’ascia.