Gentile, Lanzetta, (Minniti), Gratteri e la Calabria maledetta della vil razza dannata

Gentile, Lanzetta, (Minniti), Gratteri e la Calabria maledetta della vil razza dannata

ncd     di MASSIMO ACQUARO - E’ una maledizione. Quando c’è da fare una figuraccia siamo sempre i primi noi calabresi, non ci facciamo mancare niente. Tutti, dicasi tutti, i principali giornali del paese gridano allo scandalo per la presenza di Antonio Gentile sui banchi del governo, per giunta in un posto prestigioso di sottosegretario alla Infrastrutture. La vicenda de L’Ora della Calabria, lo stop alla sue rotative non è priva di ombre, ma un dato è certo, il giornale non è andato in stampa ed il giorno dopo la notizia delle indagini sul figlio del senatore non era riportata su alcun quotidiano calabrese. Verrebbero da farsi un sacco di domande che riguardano tutta la stampa della nostra regione, ma caro Direttore non voglio metterle contro la corporazione e lascio perdere.

Torniamo a Gentile. Tutti pensavano che dopo quanto successo con L’Ora della Calabria il senatore si fosse giocato il posto da sottosegretario che certo meritava per la sua assoluta fedeltà a Ncd. E invece no.

Scopelliti non ha mollato di un centimetro. Dopo la proroga dello scioglimento del comune per mafia (disposta da Alfano), doveva mostrare i muscoli. Poteva mandare il senatore D’Ascola al ministero della giustizia o al ministero dell’Interno, poteva chiedere uno scranno per l’onorevole Rosanna Scopelliti per controbilanciare la nomina della Lanzetta o il grande spolvero sul nome del procuratore Gratteri, ministro per qualche minuto. Ed, invece, ha prevalso la logica degli interessi di partito, la prospettiva di rinsaldare il Ncd calabrese in vista delle elezioni europee e, soprattutto, di quelle regionali tra un anno.

In mezzo ci sarà la battaglia per palazzo San Giorgio, mesi di fuoco per il Governatore che si gioca tutto e non vuole fronde cosentine nel lungo cammino per la rielezione. Se fosse sicurissimo di vincere a Reggio (in parte lo è), avrebbe evitato di far massacrare per l’ennesima volta la Calabria, designando Antonio Gentile a sottosegretario. La grammatica degli interessi generali è del tutto ignota alla classe dirigente calabrese e i risultati si vedono. Finita la tornata degli incarichi nel governo Renzi tentiamo un bilancio.

Di Gentile abbiamo detto, per Minniti si è trattata di una conferma in larga parte scontata (è il maggiore esperto di intelligence di cui dispone il PD e uno dei più importanti del paese: vien da dire che la sua nomina con la Calabria non c’entra nulla), restano la Lanzetta e Gratteri. Persone di valore e chiaramente schierate sul versante antimafia. A conti fatti l’opinione pubblica nazionale percepisce la Calabria come la terra in cui circolano personaggi da prendere con le molle (Gentile) o solitari uomini e donne che si battono contro una mafia straripante (Lanzetta e Gratteri).

Brutta rogna la Calabria per Roma, lo sapevano già e ora Scopelliti ci ha messo l’ennesimo carico. Ma che importa? Meglio così, più appare dannata e meno gente ci sarà disponibile a metterci le mani.