I GIALLI. Ulan Bator e la Mongolia: Yeruldelgger, morte nella steppa

I GIALLI. Ulan Bator e la Mongolia: Yeruldelgger, morte nella steppa

steppa

“Non comincia bene la giornata di un commissario…
… alla saggezza dei monaci guerrieri discendenti da Gengis Khan…

Sullo sfondo una Mongolia suggestiva e misteriosa: dalla sconfinata Ulan Bator alle steppe abitate dagli antichi popoli nomadi, un coacervo di contraddizioni in bilico tra un’antichissima cultura e le nuove, irrefrenabili esigenze della modernità. Yeruldelgger dovrà compiere un viaggio fino alle radici di entrambe, se vorrà trovare una soluzione per i delitti, e anche per sé stesso.”

“Non c’era niente che avesse un aspetto postsovietico più della vecchia Cube Nissan verderame modello 2004 di Oyun. Avresti detto che gli stilisti giapponesi, noti nel mondo intero per la loro arte della copia, si fossero impegnati a riprodurre in un solo disegno tutte le goffaggini delle utilitarie russe della guerra fredda… Aveva di faccia, la neutralità terrificante di un’autocivetta della Stasi dell’ex DDR e, dietro, la brutalità cieca di un furgone militare di qualsiasi dispotica repubblica delle banane…  

Oyun si chiedeva ogni giorno come avesse potuto scegliere un modello del genere. Ora doveva solo aspettare che fosse ancora un po’ più antiquata e diventasse d’epoca secondo la moda occidentale come i vecchi minibus UAZ.”

Siamo alla seconda estate di pandemia. Abbiamo bisogno di vedere altro. Forse quel viaggio sempre pensato, immaginato, sognato e mai fatto. Le frontiere del nostro mondo, della cultura greco-latina: a Sud Timbuctu, a Est Samarcanda. Poi oltre, Ulan Bator, una cultura millenaria, mai sopraffatta dalle poderose culture vicine: la cinese a Sud e la russa-sovietica a Nord. Ad Ulan Bator, Roberto Denti, fondatore della libreria per ragazzi, incontrò per la prima volta Gianna Vitali, sua moglie.

Yeruldelgger mi guardava dal luogo dove lo avevo riposto dopo averlo comprato su IBS. È difficile leggere narrativa durante la pandemia, l’attenzione è tutta volta allo smart working.

Poi una serata di luglio ti permette di prendere un libro, un romanzo, un giallo. I nostri splendidi gialli non riescono però a prenderti.
Sfogliando le pagine di IBS, della Giunti, o di Amazon ci sono suggestioni formidabili per le letture estive di gialli italiani. Ma quest’anno, 2021, è differente dagli altri. La pandemia che rallenta, o forse che riprende con la quarta ondata, non sai se è lo scirocco sullo Stretto o un’onda generata da un traghetto.

Quest’anno è diverso, e quel suggerimento che avevi raccolto e che ti aveva portato a prendere Yeruldelgger adesso ti torna in mente.
Appena lo finisci di leggere guardi come fare per trovare il successivo. Quello che mi è sempre accaduto con Montalbano di Andrea Camilleri e con Lenzi di Mimmo Gangemi.
Yeruldelgger ti permette di viaggiare fuori e dentro.

Se vuoi essere universale parla del tuo villaggio, la frase tolstojana, è tanto vera con Ian Manook.

*Università di Reggio Calabria