
Si è svolta a Antwerp dal 5 al 7 Maggio, la conferenza triennale riguardante il settore marittimo e i porti del WCTRS (Conferenza Mondiale sulla ricerca nei trasporti). Il tema di quest’anno è stato: porti e settore marittimo, chiavi di sviluppo e sfide.
La conferenza si è svolta tutta in versione Smart, con utilizzo di piattaforme tecnologiche di alta qualità. Le giornate di lavoro sono state particolarmente intense, con pause di 15 minuti in cui veniva aperta una piattaforma specifica per gli scambi diretti tra i partecipanti.
Ai lavori hanno partecipato più di 300 ricercatori e tecnici provenienti da tutti i continenti. L’Italia ha avuto una buona presenza con 22 partecipanti di cui 5 provenienti dall’Università di Reggio Calabria. Da notare che alla conferenza partecipano ricercatori universitari e tecnici delle Autorità portuali o delle Amministrazioni pubbliche competenti, dall’Italia hanno partecipato solo ricercatori universitari o del CNR.
Grande attenzione ha avuto il tema della unificazione delle Autorità Portuali, con la realizzazione a scala mondiale di Autorità Portuali molto forti e multifunzioni. Su questo tema sarà necessario tornare nello specifico dato che le unificazioni avvengono in tutto il mondo dagli USA alla Cina, con accordi significativi in Europa addirittura tra Stati diversi. I porti di Malmö in Svezia e di Copenaghen in Danimarca hanno già un accordo pluridecennale.
In questo contesto l’Italia è stato uno dei primi Paesi a muoversi con la riforma del 2015, ma le letture campanilistiche hanno portato prima della implementazione della riforma alla riduzione del suo impatto nei due grandi sistemi portuali dell’arco ligure e di quello nord adriatico, e poi, con i due governi Conte, a procedere alla parcellizzazione dell’Autorità dello Stretto e della Calabria andando esattamente in direzione contraria rispetto a quanto accade in tutto il mondo.
Per i grandi porti intercontinentali sono stati approfonditi molti temi proponibili per i grandi porti di Gioia Tauro ed Augusta.
- la telematica nei porti con gli avanzamenti applicativi di Internet of Things, Big Data, Block Chain, Artificial Intelligence, al fine di migliorare tutte le performance del trasporto dal carico/scarico delle navi alla movimentazione nei piazzali alle semplificazioni amministrative;
- la creazione di valore aggiunto nei porti, oltre quello direttamente prodotto dalle attività di trasporto, a partire dal polo del freddo e dal polo automotive, e da quello di carenaggio sino alla logistica in differenti settori.
Per i grandi porti nazionali come Reggio, Villa, Vibo, Corigliano, Crotone, in Calabria, e Messina, Catania, Milazzo, Pozzallo, Siracusa nella Sicilia Occidentale, sono stati approfonditi temi complessivi del settore marittimo:
- l’attraversamento degli Stretti con le opportunità date da servizi veloci e tradizionali,
- il raccordo con le isole mediante servizi veloci e hub di riferimento,
- l’approccio MAAS (mobility as a service) per l’integrazione del trasporto collettivo su gomma e ferro con il trasporto pubblico marittimo;
- le autostrade del mare e i nuovi hub;
- la competizione tra servizi ro-ro (evoluzione del traghettamento classico) e servizi lo-lo (container sulle brevi distanze).
Grande attenzione è stata rivolta all’integrazione dei corridoi europei terrestri TEN-T con i corridoi marittimi.
Su gran parte di questi temi colpisce come le soluzioni internazionali siano differenti da quelle italiane, spesso diametralmente opposte, in particolare da quelle assunte al Sud, riproducendo il problema italiano della separazione tra scienza e tecnica da una parte e potere politico dall’altra.
*Università di Reggio
**la foto di questo articolo è firmata da Adriana Sapone.