La Calabria può partecipare allo sviluppo sostenibile europeo

La Calabria può partecipare allo sviluppo sostenibile europeo

Il tema dello sviluppo sostenibile è uno dei temi principali per il Paese, ma è fondamentale per le Regioni del Mezzogiorno ed in particolare per la Calabria, stante le sue condizioni di arretratezza economica verificate dai rapporti UE nel confronto con le altre Regioni italiane ed UE.

Si svolge a Brescia (6-8 Settembre) la Conferenza internazionale su Vivere e camminare in città. Alla conferenza vengono presentati i lavori relativi a studi teorici e casi applicativi relativi ai migliori esempi di sviluppo sostenibile per i territori.

Vengono presentati a Brescia due lavori relativi a due importanti programmi realizzativi: pianificati, lanciati e finanziati dalla Regione Calabria, e portati avanti dai singoli Comuni.

Già il rapporto di cooperazione tra Regione e Comuni, così come pianificato dal Piano Regionale Trasporti del 2016 valutato positivamente dall’UE, è un elemento significativo nel panorama nazionale dove si sta assistendo alla vicenda incredibile, ancora non conclusa, dei finanziamenti PNRR che vengono prima accordati ai Comuni e poi modificati portandoli nei fondi di coesione. Di fatto togliendo così i fondi di coesione che sono già del Sud.

Il primo piano realizzativo della Regione riguarda la logistica urbana. Cioè il grande numero di furgoncini, autocarri, pick-up, che ogni giorno entrano ed escono dalle città e dai paesi, e che permettono di rifornire i negozi e, per le vendite online, direttamente le abitazioni.

Il tema è: come fare ad agevolare i rifornimenti, ma riducendone l’impatto ambientale in termini di gas emessi e di rischio di incidente stradale.

La Regione Calabria ha indetto due gare sul tema, nel 2018 e nel 2019, tra tutti i comuni della Calabria. I comuni vincitori sono stati (ordinati secondo la popolazione): Reggio Calabria, Catanzaro, Corigliano, Rossano, Vibo Valentia, Paola, Pizzo, Tropea, Fiumefreddo Bruzio.

È interessante notare che hanno vinto comuni di tutte le dimensioni di popolazione, da grandi a piccoli. I progetti dei comuni sono nelle fasi realizzative. La Regione Calabria, con questo piano e con questi bandi, diviene riferimento per le altre Regioni e per lo stesso Ministero nelle migliori proposte per lo sviluppo sostenibile delle città. Sarebbe auspicabile che la Regione Calabria, con le nuove risorse dei fondi di coesione, procedesse alla emanazione di nuovi bandi per permettere ad altri comuni, di intraprendere percorsi virtuosi di sviluppo, che vedono già la Calabria tra le prime regioni europee.

Il secondo piano realizzativo riguarda le scuole sicure e verdi. Cioè gli spazi immediatamente attorno alle scuole, di ogni ordine e grado, che, quando esistenti, sono adibiti a parcheggi o a circolazione di auto.

Il tema è: come fare ad aumentare la sicurezza rispetto al rischio dovuto a terremoti, ed a ridurre l’area inquinata vicino alle scuole, riducendo anche il rischio di incidenti per bambine e bambini, ragazze e ragazzi.

La Regione Calabria ha indetto una gara nel 2019, tra tutti i comuni della Calabria con le loro scuole. Sono stati risultati finanziabili 26 progetti, non tutti ad oggi finanziati, sarebbe auspicabile che la Regione trovasse subito con i fondi POR 21-27 e con gli FCS le risorse per tutti i progetti, e che anzi procedesse subito ad emanare un nuovo bando, stante da una parte la risposta importante avuta dai Comuni e dalle scuole e dall’altra le condizioni di sismicità del territorio della Calabria che è, praticamente, tutto nella classe più elevata di rischio sismico.

La Regione Calabria con il programma scuole sicure e verdi, si pone come riferimento europeo per la capacità di proteggere dal rischio naturale e dall’inquinamento, le giovani generazioni. Altre Regioni avevano ipotizzato, nel passato recente, di avviare programmi in questo senso, ma nessuna era andata oltre le ipotesi tecniche. Le scuole calabresi divengono riferimento di buone prassi nei confronti dei rischi.

I due programmi realizzativi sono particolarmente importanti sia per la riduzione del rischio naturale ed antropico, sia per il contrasto all’inquinamento, proponendo la Calabria come riferimento a scala nazionale ed europea. Sarebbe veramente utile sviluppare questi programmi ed impegnare risorse per coinvolgere altri comuni ed altre scuole.

*Università di Reggio Calabria