Calabria d'Autore incontra Pino Rotta

Calabria d'Autore incontra Pino Rotta

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di DANIELA MAZZEO

Sotto il fuoco di fila delle domande di Antonio Calabrò e Letizia Cuzzola, il sociologo ed intellettuale reggino Pino Rotta ha illustrato con calma sapiente il risultato di studi trentennali sulla realtà, e ne è scaturita una serata di grande interesse e di approfondimento concreto della situazione storica, sociale e culturale.

La summa del suo pensiero, riassunta nell’ultima pubblicazione – edita da Città del Sole – è il libro “ Potere - Governare con la paura”, un saggio che spazia attraverso più temi, offrendo una visione globale del mondo contemporaneo, pur affrontando particolarità e situazioni Calabriacontingenti.

Una chiacchierata di circa un’ora con l’autore che partendo dalle tematiche affrontate nel libro, ci ha arricchito del suo sapere frutto di una vita dedicata a temi politici e sociali. Dai rapporti tra economia e sociale, a quelli tra potere e cultura, a quelli ancora più drammatici tra etica della guerra e rapporti interpersonali, o tra condizione della donna e pregiudizi storici, l’incontro è volato alto pur mantenendo sempre un profilo gradevole e regalando al contempo momenti di approfondimento importanti.

Non è stato un incontro politico anche se si è mosso nell’analisi di un contesto politico. Pino Rotta tratta la politica come uno degli elementi che compongono la struttura contemporanea, ma la indica come succube al ben più importante contesto economico, che è poi quello che traccia il paradigma culturale ed il resto.

Ad esempio il sistema “capitalistico che sta raggiungendo la sua dimensione globale e che ci ha portato ad avere paura del futuro”..Il popolo si governa meglio con la paura spiega l’autore da qui la spiegazione del titolo della sua ultima opera. Negli ultimi dieci anni si è instaurata una incertezza sociale e anche economica per cui chi governa le istituzioni sociali e politiche ha un ruolo più facilitato. Affronta quindi il tema di un capitalismo “trasformato” come anche quello del “ritardo culturale della sinistra nell’aver abbracciato la diversità come qualcosa che contamina in modo totalmente acritico”.

E punta il dito contro una politica scorretta incapace di creare legami con la cultura, ma capace piuttosto di mantenere le risorse necessarie alla perpetuazione di privilegi.

La cultura sostiene infine l’autore è lo strumento rivoluzionario per cambiare la realtà, e tocca il suo vertice nell’arte.

Pino Rotta, studioso di questioni sociali, si sofferma anche sull’importanza della realizzazione personale che, non necessariamente deve essere legata al luogo d’origine. I giovani devono essere felici di poter mettere in pratica i loro sacrifici nel luogo in cui riescono a realizzarsi. Il luogo, sia esso trampolino di lancio, sia esso dimora fissa, deve garantire la realizzazione di sé e ogni posto rappresenta un inizio. E il dibattito a quel punto si è soffermato sulla nostra terra, la Calabria. L’esempio del Salone del Libro di Torino, in gran parte occupato da prodotti gastronomici al posto dei libri, è stato illuminante.

E a questo punto l’autore parla dei suoi viaggi, di quanto sia importante conoscere attraverso l’osservazione e la comunicazione che fa sì che il diverso diventi conoscibile e conosciuto. Insomma conclude l’autore“l’altro è diverso da te e insieme uguale a te”.

Una bella serata che ci ha consentito di capirne di più, grazie allo sguardo diverso, più alto, più “globale” di Pino Rotta, intellettuale reggino di respiro internazionale.