Fabrizio Canale, la meglio gioventù del blues

Fabrizio Canale, la meglio gioventù del blues

fabriziocanalejpg

di ANTONIO CALABRO'

Un fuoco dentro, sprigionato attraverso la potenza di un Rock Blues. Come un drago alato, armato di chitarra e armonica e sostenuto da una band esplosiva, Fabrizio Canale ha infiammato di musica la serata del 27 Aprile presso lo storico locale “La Sosta” di Villa S.G. trascinando il pubblico in un appassionante vortice di musica, di ritmo, di invenzioni sonore e di divertimento puro.

Un drago, un falco in picchiata, generoso senza risparmio, esplosivo e coinvolgente, animato dalla fede cieca nella sua musica, talentuoso, umile, armato del sorriso sereno dei grandi pazzi, Fabrizio Canale ha reso incandescente la serata d’esordio del suo primo disco “Someday It Happens”. Già la storia di questo lavoro dovrebbe funzionare da esempio e sprone per i giovani reggini: l’opera infatti è nata con il contributo collettivo di tanti, amici e appassionati, che hanno voluto investire “al buio “ sulle sue doti; e sono stati ampiamente ripagati. L’abusato termine “fiducia” ha trovato la sua forma concreta ed il risultato si è visto. Quello che manca ai ragazzi calabresi: la fiducia in loro.

Fiducia, ottimismo, gioia di vivere: non ha lesinato ringraziamenti il giovane artista; e non gli sono mancati gli applausi, anzi l’intera serata è stata percorsa da un unico applauso, continuato, spontaneo, caldo come un abbraccio affettuoso. Snocciolando le sue canzoni, tutte scritte, musicate e suonate da lui, che ha anche disegnato la copertina del CD, il “Drago – Blues” calabrese si è esaltato e ha dato prova di pregevole qualità e di autentica vocazione. Gli altri musicisti, tutti di grande levatura, hanno fornito l’adeguato scenario sonoro sul quale, come un acrobata, Fabrizio Canale ha piroettato, incarnando i grandi miti del Rock.

La serata è stata un crescendo. Canzoni stirate che da tre minuti previsti passavano a dieci; la sala strapiena diventava a tratti un tripudio di applausi e di urla entusiaste; le due armoniche, quella del giovane e l’altra, sapiente, di Domenico Canale, s’intrecciavano in un gioco al rialzo di virtuosismi e contrappunti; la chitarra maestosa di Rodolfo Megale forniva la regia occulta del sound; il basso incalzante di Antonio Moscato era la scansione possente del tempo musicale; le tastiere di Marvin Procopio impazzavano tra il rullo dei tamburi di Raffaele Pizzonia, batterista feroce. Un concerto rock senza sfumature; coraggioso, implacabile, in una parola sola, potente. E non si sono limitati a fare del rock accattivante e divertente: ne hanno fatto “tanto”.

Quasi tre ore di concerto, una folle corsa inseguendo le impronte dei grandi della musica contemporanea; importare il suono internazionale in Calabria, spingere in alto l’asticella del difficile, usare l’inglese per parlare di noi, e il ritmo di questi ultimi quarant’anni per tracciare nuove vie: rispettare la tradizione individuale delle ultime generazioni, tradizione fatta anche di Rock e di Blues, e allo stesso tempo spazzare via con un accordo di chitarra consuetudini e logorii. Fabrizio e la band ci hanno reso orgogliosi e felici: anche la Calabria può esprimere le sonorità del presente, e far parte della comunità mondiale musicale.

Alla fine i musicisti propongono “Calabrisella Mia” , in una versione che diventa manifesto culturale: inizia con il vecchio sound, per poi trasformarsi in una riscossa del Rock, una trionfale “session” che attraversa gli anni 60 e 70, passa dai Doors, svia verso i Deep Purple, precipita negli Stones, e riemerge nel viso radioso di musica del giovane Fabrizio Canale, a cui affidiamo volentieri i nostri propositi di cambiamento, le nostre speranze di avere una Calabria migliore, la nostra interpretazione del presente ibridato da una musica senza confini, una musica sempre giovane, che rende giovani, e che è sempre ostile all’ingiustizia, sensibile alla bellezza, e affamata di ogni piega della vita.

“Someday it Happens” è il nuovo disco di Fabrizio Canale. Il primo, ne siamo certi, di una lunga serie.