L’assessore Guccione ha ragione : il commissario sembra una scure.. per la Calabria e la sua logica di politica risponde evidentemente a precise disposizioni romane. Non è pensabile che la nostra regione debba essere amministrata con calcolo ragionieristico dopo avere già pagato, e tanto, per il suo piano di deficit- I servizi essenziali sono praticamente a rischio , il precariato non ha risposte, l’emigrazione guarda addirittura alla Lucania prima ancora che alle grandi regioni del centronord. Praia a Mare e Trebisacce dovranno rimanere ancora chiuse e tutta l’utenza si riverserà su un unico ospedale, quello di Cosenza, che è già abbondantemente collassato. La Calabria avrebbe avuto le carte in regola per uscire dal commissariamento già adesso dopo cinque, durissimi anni di tagli . I posti letto della nostra regione sono inferiori alla media nazionale, circa 2,6 su mille , mentre la Lombardia ha 4,6 su mille e nessuno le dice nulla . Diciamo no a questi commissari burocrati e chiediamo che la Regione possa tornare ad amministrare da subito la sanità, cosi come hanno deciso i cittadini