IL LIBRO. I calabresi all’Assemblea Costituente e la politica di oggi

IL LIBRO. I calabresi all’Assemblea Costituente e la politica di oggi

costituenti

Un poderoso volume di 534 pagine, curato da Vittorio Cappelli e Paolo Palma ed edito da Rubbettino, ci consegna oggi, sul finire del 2020, biografie e discorsi dei calabresi all’Assemblea Costituente 1946-1948.

Ovviamente è un caso il momento dell’uscita del volume, che presenta uno straordinario spaccato della Calabria del tempo e c’informa sulle poderose spinte ideali e culturali che animavano i padri costituenti di ogni schieramento politico. Eppure non si fa fatica a cogliere lo straordinario distacco, non solo di epoche ma di spessore culturale e ideale rispetto al triste destino cui oggi sembriamo consegnati da un ceto politico che, nel suo complesso e fatte salve alcune eccezioni, è di tutt’altro contenuto in tutti i sensi.

  Allora ricordiamoli questi nostri padri costituenti calabresi per segnalare che c’era anche la Calabria in quel poderoso sforzo di ricostruzione politica e morale di un Paese uscito distrutto dalla guerra. Nel libro di Cappelli e Palma esce fuori lo straordinario spaccato della nostra regione in quel tempo, con le sue mulattiere e i suoi tuguri, le condizioni di vita primitive della povera gente, i signori del latifondo, l’occupazione delle terre, i tumulti per il pane.   E poi ancora malaria, tubercolosi, ferrovie insicure, treni fatiscenti, reti idriche ed elettriche carenti. Una umanità dolente, banco di prova della nuova democrazia repubblicana che nasceva allora.

  Ricordiamoli i nomi dei nostri: Capua, Caroleo, Carratelli, Cassiani, Froggio, Galati, Gullo, Lucifero, Mancini, Mazzei, Molè, Mortati, Murdaca, Musolino, Priolo, A. Quintieri, Q. Quintieri, Sardilli, Siles, Silipo, Tieri, Tripepi, Turco, Vilardi.

  Alcuni noti, altri meno ma tutti consapevoli che stavano tracciando una strada, una grande strada per la nostra democrazia. Oggi forse farebbe bene a tutti leggere le biografie contenute nel libro di Cappelli e Palma, magari per trarne ispirazione per tempi migliori che nella nostra Calabria dopo oltre 70 anni da quello sforzo titanico ancora aspettano di arrivare.