SAPIENS. La tecnologia di due aziende Usa al servizio dell'oppressione cinese?

SAPIENS. La tecnologia di due aziende Usa al servizio dell'oppressione cinese?

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Gli strumenti che i regimi autoritari utilizzano per controllare e opprimere chiunque vi si opponga o risulti semplicemente scomodo, per ragioni etniche, religiose, linguistiche, sono tantissimi. L’evoluzione tecnologica, che come ogni cosa può avere sbocchi positivi o estremamente negativi, ha agevolato, nel corso del tempo, la crescita esponenziale delle orribili pratiche consacrate allo scopo. Certamente, neanche Huxley col suo Mondo nuovo, e persino Orwell col suo Grande fratello – già dotato di un occhio per la visione a distanza – avrebbero potuto immaginare che la loro visione distopica sarebbe stata soppiantata da una realtà così disumana e inquietante. La Polizia predittiva viene usata anche nelle città del cosiddetto mondo civile, ciò per monitorare i quartieri a maggiore rischio criminalità e, attraverso i dati raccolti, calcolare quando e dove si verificheranno delitti di vario genere. Un modo discutibile per gestire l’ordine pubblico per le sue ricadute discriminatorie.

L’utilizzo di questo strumento assume però, a mio avviso, ben altra valenza negativa quando viene fornito consapevolmente da giganti della tecnologia, con sede in paesi democratici, a regimi dittatoriali, allo scopo di cancellare intere etnie, come succede in Cina.  Due rappresentanti politici degli USA hanno presentato una interpellanza per sapere di più sulla vicenda dei chip per computer avanzati, costruiti e venduti dalle aziende Nvidia e Intel per alimentare un supercomputer che aiuta le forze di sicurezza cinesi a condurre una sorveglianza di massa sugli Uiguri e altre minoranze.  "Negli ultimi tre anni, sono emerse prove che la sorveglianza di massa, resa possibile combinando potenza di calcolo e big data, con metodi di sorveglianza tradizionali, ha consentito l'internamento di massa nella Repubblica popolare cinese e le politiche del lavoro forzato che interessano milioni di uiguri e altri Minoranze turche o musulmane ", hanno scritto citando i rapporti del New York Times.

Secondo invece un rapporto del 2019 del Dipartimento di Stato, più di 1 milione di uiguri e altri membri di gruppi di minoranze etniche sono stati detenuti dalle autorità cinesi in campi di internamento e assoggettati a tortura, abusi psicologici e fisici, lavoro forzato, detenzione prolungata senza alcun processo. Human Rights Watch ha tempo fa fortuitamente recuperato un elenco di prigionieri di un campo di internamento cinese. Da esso si è potuto evincere che un programma di dati del governo prende di mira le minoranze musulmane per “trasgressioni” che includono semplicemente essere giovani o parlare con un fratello che vive all'estero. Il database getta nuova luce su come le autorità nella  Xinjiang utilizzano una vasta rete di polizia predittiva, che tiene traccia delle reti personali degli individui, delle loro attività online e della vita quotidiana. L'elenco contiene i dettagli di oltre 2.000 uiguri detenuti tra il 2016 e il 2018, tutti apparentemente imprigionati dopo essere stati segnalati dalla piattaforma, un enorme database che combina i dati personali raccolti dal monitoraggio online automatizzato e le informazioni inserite manualmente in un'app personalizzata dai funzonari. Essa comprende informazioni che vanno dalle caratteristiche fisiche delle persone al colore della loro auto e alla loro preferenza personale di utilizzare la porta anteriore o posteriore per entrare in casa, oltre al software che usano online e ai loro contatti regolari. Altra fonte di notizie la lista Karakax, resa pubblica all'inizio del 2020, che ha mostrato che  le autorità scelgono chi detenere in virtù delle risultanze del programma di dati e ha mostrato come funziona il sistema su base giornaliera e a livello individuale.

Ciascuno può comprendere la gravità di quanto succede in Cina. Ma cosa dire della collaborazione delle aziende americane?  I chip fabbricati negli Stati Uniti sono stati utilizzati dal 2016. Sugon, è il cliente, un produttore di computer ad alte prestazioni con stretti legami con le forze armate cinesi. Dal 2019, il Dipartimento del Commercio ha indicato in Sugon , appunto,  un complice delle violazioni dei diritti umani e degli abusi commessi nella campagna di repressione cinese. 

Ora, i due politici americani vogliono sapere se le aziende del loro Paese hanno effettuato delle verifiche prima di vendere i loro prodotti ai cinesi, e se confermano l'enorme ammontare delle entrate che hanno realizzato grazie a queste  vendite. Infine, se erano consapevoli che la loro tecnologia sarebbe stata alla base delle attività di sorveglianza condotte dalle forze di sicurezza cinesi.  Al momento, le due società non hanno fornito alcuna risposta ufficiale, ma un portavoce di Intel si è precipitato a dichiarare che "In base ai nostri principi globali sui diritti umani, Intel non supporta né tollera che i nostri prodotti vengano utilizzati per violarli. Laddove ne venissimo a conoscenza, limiteremo o interromperemo le attività fino a quando non avremo certezza che i prodotti Intel non vengono utilizzati per violare i diritti umani”. Staremo a vedere.