Servirsi del popolo, il populismo italiano secondo Folena. Appunti per un dibattito

Servirsi del popolo, il populismo italiano secondo Folena. Appunti per un dibattito

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Per il senatore Renzi l’attuale crisi di governo, da lui scatenata, ferma il populismo. Tesi contrastata dai molti che ritengono che a Firenze fu fondato il populismo rottamatore. Secondo un fine osservatore della politica come Rino Formica, invece, il Pd al tempo del Conte bis ha tentato di “istituzionalizzare il populismo” ricevendone un effetto boomerang con tale dottrina che avrebbe corroso lo stesso Pd e le istituzioni.

Risulta quindi ben attuale e utile l’ultimo libro di Pietro Folena volto a comprendere le tante dinamiche che riguardano il carsico fenomeno.

Con l’indovinato titolo “Servirsi del popolo” che rovescia il celebre slogan adoperato dai maoisti italiani sessantottini (“Servire il popolo”) l’esponente politico ha dato alle stampe un lavoro che studia e analizza “Origini, sviluppo, caratteri del nuovo populismo italiano”.

Folena, esponente di rilievo della Fgci (esperienza raccontata con il successo editoriale “I ragazzi di Berlinguer”) approdato da sinistra a diverse costole della diaspora comunista, da qualche tempo si dedica all’analisi come attento osservatore di parte.

Forte di un illustre tradizione di famiglia, il padre Gianfranco è stato uno tra i principali linguisti italiani, Pietro Folena, con lingua piana e avvincente, racconta con dono di sintesi le principali vicende italiane che si dipanano dall’89 del crollo del Muro fino ai giorni nostri.

Un florido apparato per ragionare su cause ed effetti, divergenze ed affinità del populismo italiano. Folena, infatti, acclude al suo ragionamento politico una categoria rottamatrice assegnandola a Matteo Renzi insieme a quella videocratica fondata da Berlusconi, quella giustizialista (data per esaurita dall’autore con troppa fretta), quella web di marca grillina e quella montante di carattere nazionalista forgiata da Salvini e Meloni.

Il libro di Folena non trascura storia e geografia internazionale nelle sue diverse articolazioni e poggia su un repertorio bibliografico di degno rispetto che, per le interpretazioni storiografiche sulla prima Repubblica, confronta le tesi del cattolico Pietro Scoppola con lo storicismo comunista di Giuliano Procacci. Ma, pur ossequiando le sue chiese cattocomuniste, Folena non manca di sporcarsi le mani anche con liberali estremi quali Renzo De Felice e Giovanni Sabbatucci.

Il lettore non tema il malloppo ideologico considerate le vivaci e non scontate narrazioni sul Movimento del ’77, le pregnanti ricostruzioni sull’avversione al Movimento No global e No logo della maggioranza del Pds, le vicende in presa diretta del dopo Bolognina e il coevo licenziamento di 13000 dipendenti dello stabilimento di Bagnoli. Dalle picconate di Cossiga (una sorta di rottamazione ante litteram) alla comparsa di Perot, che anticipa la notte trumpiana, ci si trova immersi nelle opere e giorni del nostro difficile presente.

Non manca il sottosuolo social in un libro che ha registrato partecipate discussioni come la presentazione romana con Ferruccio De Bortoli e David Sassoli e che ha aperto una significativa polemica con la trasmissione “Striscia la notizia”, associata alla tv spazzatura che con libri di successo come “La Casta” ha favorito l’ascesa del populismo italiano.

Presenterò il libro martedì prossimo a Cosenza dando parola all’autore insieme ad Anna Falcone, Michela Felicetti, Marco Gervasoni e Mimmo Talarico. Secondo le necessità e le abitudini del momento il dibattito dalle 17,30 si potrà seguire sulla pagina Facebook della libreria Ubik di Cosenza.