CATANZARO. Case Arse, la suggestione di un luogo antico della nostra memoria

CATANZARO. Case Arse, la suggestione di un luogo antico della nostra memoria

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Camminando tra le viuzze dei borghi meridionali è possibile visitare spazi nascosti. A Catanzaro si scoprono luoghi assai dimenticati ma per questo non meno belli.

Tra la fermata di Pratica del trenino delle Ferrovie Calabria, su via Carlo V, e la chiesa di San Giovanni si trova largo prigioni, un pezzo di storia catanzarese da conoscere. Punto di arrivo dei sentieri sotterranei cittadini risalenti, secondo alcuni, addirittura a tempi normanni o aragonesi.

Largo prigioni si trova anche sotto la torre e le mura di quello che fu il castello del capoluogo calabrese e dai suoi resti oggi è nato il complesso monumentale, inaugurato al finire del secondo millennio con una mostra sul pittore locale Andrea Cefaly. I lavori di ristrutturazione dell’intero complesso espositivo di San Giovanni che contiene anche l’archivio comunale e aule dell’Università “Magna Grecia” e le opere di urbanizzazione dell’intero quartiere delle Cocole, realizzati appunto a finire degli anni novanta, hanno significato tanto in termini di accessibilità e vivibilità per questa zona del centro storico.

Largo prigioni a Catanzaro è un luogo raggiungibile solo a piedi o in bici da un vicolo che si chiama Salita di Case Arse. Lì si incontrano persone come Francesco, originario della Presila. Un omone, 45enne, con radici contadine. Quando non è alle prese con lavori di tinteggiatura, pulisce munito di zappa e pala parte dell’area verde vicino casa sua, sotto le mura del complesso monumentale: “Non è proprietà mia” spiega Francesco che, con il sostegno del reddito, può “vivere tranquillo” in un periodo di crisi profonda soprattutto per chi magari lavora alla giornata, in nero o è precario. “Pulisco qui”, dice, “perché ci abito e con l’incuria arrivano animali indesiderati e si crea sporcizia. Il Comune? Non è facile arrivarci qui e io poi lo faccio con spirito costruttivo anche insieme ad altri residenti, per dare il mio contributo nella cura di un posto caratteristico e pieno di storia”.

Francesco tenta di rendere maggiormente attrattiva una tappa dei tour organizzati dalle guide turistiche, una causa onorevole da sostenere raccogliendo i rovi recisi e magari, anche, pulendo il fossato visibile dalla terrazza del San Giovanni.