SIBARI. Il Parco rinasce con l'Autonomia. Qui un Polo legalità.

SIBARI. Il Parco rinasce con l'Autonomia. Qui un Polo legalità.

DEMMA

Nell’inverno del 2013 il sito archeologico di Sibari, a Cassano Jonio, venne travolto dal fiume Crati che dopo aver distrutti gli argini riempì di fango e detriti l’antica area della potente Sybaris, colonia magnogreca e, in epoche successive, centro ellenistico di Thurii e roman o di Copia.

 Con l’impegno di volontari, addetti del consorzio di bonifica e vigili del fuoco, si evitò nell'area il peggio ma il territorio della Sibaritide, dopo quasi 10 anni, attende ancora il rilancio del parco archeologico. E anche del Museo che conserva la maggior parte dei reperti, tra cui il celebre Toro Cozzante, ritrovati dagli esperti nel corso degli scavi. Rilancio auspicato dal sindaco di Cassano Jonio, Gianni Papasso. Più volte Papasso ha denunciato (“spettacolo indecoroso”) l’abbandono di questo importante parco archeologico, gestito dal Ministero dei beni culturali, che vive una situazione complessa per la gestione dell’area perimetrale, con un sistema di videosorveglianza in avaria dove di continuo si registrano allagamenti causati dalla pioggia, per cui è necessario l’utilizzo di specifiche pompe per assorbire le grandi quantità di acqua depositate nel sito.

Una fotografia non esaltante, in base ai dati forniti dall’ufficio di statistica Mibact, arriva pure dall’attrattività del parco e del museo che vivono un problema cronico di personale. È così diminuito il flusso in entrata nel 2019: 13 mila ingressi (rispetto ai 20 mila dell’anno precedente: - 35%), corrispondono al 3% delle persone che lo stesso anno hanno visitato i luoghi culturali gestiti dal Mibact. Comunque un giro d’affari regionale di 800 mila euro nel 2019 e da Sibari arriva quasi il 3%.

La decisione del governo uscente di fornire di autonomia speciale il parco archeologico di Sibari cosa può ora significare in termini di rinascita? “Mi sto rendendo conto che, parlando con i miei interlocutori, anche istituzionali, non è chiaro cos’è un parco autonomo”, spiega il nuovo direttore Filippo Demma, 49 anni, archeologo e un’esperienza rilevante in Campania al parco nazionale “Campi Flegrei” (che comprende l’area marina sommersa di Baia). 

 IMPRESA CULTURALE E PARTENARIATO
“Oltre al compito di tutelare un determinato bene del ministero l’autonomia implica diventare un’impresa culturale – continua Demma – un istituto dotato di un proprio cda e di un proprio bilancio che opera con i criteri di un’impresa, questo presuppone nella sua mission saper attrarre investimenti pubblici ma anche privati e stipulare accordi di partenariato. Ciò crea l’anello per agganciarsi al territorio, nella sua realtà socioeconomica sana. Il ministero non lo fa solo per aumentare la fruizione turistica, comunque uno dei nostri compiti, ma per agganciarci ad una serie di dinamiche positive con collaborazioni locali e, se ci riusciamo, portando qui attori nazionali ed internazionali”.

Collegato da Sibari via web, Demma a febbraio è stato scelto anche per il vertice della Direzione regionale musei (Polo museale) nella sede di Palazzo Arnone a Cosenza, un ufficio periferico del Mibact cui è dato l’incarico di organizzare a livello regionale i luoghi culturali del ministero. La decisione di portarlo alla guida dei musei calabresi è del lungimirante direttore di Pompei, Massimo Osanna, ora al vertice della Direzione generale musei del Mibact.

 SONO ORGOGLIOSO DI QUESTA INIZIATIVA
“Ce la facciamo da soli? Non siamo soli – chiarisce il direttore del museo di Sibari – io sento la responsabilità di questo incarico e il ministero garantisce il suo supporto: da novembre 2020 ad oggi il direttore Massimo Osanna è stato tre volte in Calabria. Tra Sibari, Crotone e Cosenza. Forse negli ultimi 5 anni un direttore generale non era mai venuto qui. Questa è una notizia importante. Nel cda del museo c’è il presidente di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, la qualificata Anna Cipparrone e Vito D’Adamo, un alto funzionario del ministero. C’è stata un’attenzione particolare, dunque, nel disegnare una governance multilivello per questo ente”.

Ancora Demma: “Ho incontrato il prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, con la quale ho fatto una chiaccherata una settimana passata, le ho fatto un recap della situazione e ho ascoltato i suoi consigli, è al nostro fianco in questa battaglia per tornare ad essere un polo di legalità. Ho vicino i carabinieri del gruppo Tpc, comandati da Bartolo Taglietti, un validissimo ufficiale diventato in questi mesi anche un amico. Ho ricevuto la visita gradita del comandante della Gdf di Sibari, Giuseppe Maniglio. Per cui so che sono parte di una iniziativa con cui lo Stato intende manifestare chiaramente la sua presenza e sono orgoglioso di esserlo. Io non mi sento solo. Sono ancora più contento che è una strada collegata alla cultura, potenza educativa affianco ad un necessario controllo del territorio. Creare le condizioni per realizzare un presidio di legalità e dunque legato alla crescita e allo sviluppo di mentalità e forze sane”.

*nella foto Filippo Demma, dir. del Parco autonomo autonomo archeologico di Sibari.