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CALABRIA d’AUTORE. Con Calabrò, Arcidiaco e Menga tra libri, musica e filosofia. VALENTE

CALABRIA d’AUTORE. Con Calabrò, Arcidiaco e Menga tra libri, musica e filosofia. VALENTE

rcdc      di STEFANIA VALENTE - "Far from any way" canta la sigla ormai stra

nota. E mai come stasera lontano da ogni strada convenzionale abbiamo percorso i sentieri della poesia, della cultura e della musica fuori dagli schemi. Con Antonio Calabrò sul palco di “ Calabria d’autore” lo scrittore e filosofo Carlo Menga, lo scrittore, poeta e cantore Fabio Macagnino e l'editore Franco Arcidiaco, direttore della casa editrice "Città del Sole". Filosofia, poesia e realtà, come promesso, rappresentate in maniera, e cito Calabrò, "originale, unica e controtendenza".

Le riflessioni chiave sono state molte: la prima, la disobbedienza: nell'ultimo libro di Carlo Menga, "Col pretesto dei gatti", ci spiega l'autore, il gatto come pretesto educa il lettore alla disobbedienza interpretata come innocuo e legittimo desiderio di uscire dagli schemi e di condurre l'uomo verso l'agognata libertà.

La parola viene ceduta a Fabio Macagnino, che la raccoglie e la trasforma in musica. Straordinaria melodia quella di Fabio, un folklore rockeggiante, una miscela di sapore etnico e di suoni contemporanei che coinvolge il pubblico e stupisce lo spettatore al primo ascolto. Basta una canzone a Fabio, per farsi amare.

Sullo scroscio degli applausi che si spegne a fatica, Calabrò cede la parola all'editore Franco Arcidiaco, che ci racconta il libro multimediale di Macagnino, “By the Jasmine Coast” un racconto di un viaggio fatto di musica, immagini e parole. Un tour raccontato con gli occhi distaccati di un quasi straniero. Le canzoni, che si possono scaricare con un semplice click, disegnano lo scenario della “Costa dei gelsomini”, in una visione personale e affascinante.

Per riportare lo spettatore al terzo tema della serata, la realtà, Calabrò interroga Arcidiaco sul tema del denaro. Come si può fare impresa, in questo caso editoria, con le esigue risorse economiche di cui il nostro territorio dispone? Si può, spiega l'editore, innescando piccoli efficaci meccanismi che coinvolgano associazioni ed altre imprese, magari anche estranee all'editoria, in iniziative originali che producano circoli virtuosi di risorse.

Sinestesia. Riflessione chiave della serata. Termini sensoriali differenti che si incontrano sullo stesso piano. E sinestesia sia.

Alcune poesie di Carlo Menga, dall’opera “Dove conduce la notte” recitate da Calabrò sintetizzano temi importanti come la libertà e la libera espressione, e l’ascoltatore coglie l’ironia che stempera i toni e non cade nella tentazione di prendersi troppo sul serio.

Il copione di questa serata senza copione ci riporta alla musica di Fabio Macagnino che con la sua "Esperia" è "calabbrisi e si nni vanta". Insieme a tutti noi.

Intervistato dalla Veronica Spinella, Fabio racconta del suo libro musicale e del suo viaggio dalla Germania fino alla costa Calabrese dei gelsomini e del suo scetticismo iniziale trasformatosi in amore per questa terra e mai finito. E ancora oggi cantato. In armonia con il suo sentire questa terra "banalmente autentica" lo ha definitivamente conquistato. Trasformandolo nel nostro menestrello.

Come in una partita a tennis, Calabrò porta la pallina dall’uno all’altro artista, da Carlo che con la sua poesia tocca anche il tema della morte e i significati della religione a Fabio che ci spiega di come abbia veicolato dall' architettura alla musica alcuni effetti, in una sorta di richiamo al "regionalismo critico" degli anni settanta, intrecciando lingue e stili in un'ottica cosmopolita. Contaminazione., Ibridazione culturale, che conduce alla percezione di eventi sensoriali distinti ma conviventi.

Il pubblico rapito da questa profonda riflessione viene riportato alla realtà dal critico Calabrò: "ma come mai gli esponenti di spicco della politica sono sempre i grandi assenti agli eventi culturali?" "troppo interesse per il potere?". Qualcuno tenta una riflessione: alcuni grandi politici erano anche magnifici intellettuali.

Ma la serata volge al termine ed è ora che la musica ci riaccompagni per lasciarci odore di cose buone.

"Jasmine butterfly" e “Canzuni duci” di Fabio Macagnino eseguite magistralmente fanno dondolare la platea all'unisono, mentre come per magia sul palco appaiono i tamburi del generoso Luca Scorziello, sempre molto vicino all’Associazione. L’evento imprevisto elettrizza il pubblico presente, al solito numeroso, e i due si esibiscono in uno splendido duetto che coinvolge l’uditorio in una danza “da seduti” entusiasmante.

Applausi come pioggia.

Sinestesia. Contaminazione di eventi multisensoriali. Realtà, filosofia, e poesia come l’arte dello stare insieme, ciò che quest’anno è accaduto a Calabria d’Autore.