Direttore: Aldo Varano    

Erode è vivo e i suoi editti sono ancora in vigore PIZZI

Erode è vivo e i suoi editti sono ancora in vigore PIZZI
tintoretto strage degli innocenti
 
di NATINA PIZZI -
Erode il Grande non è morto e il suo editto serpeggia ancora nelle menti e nelle mani di madri "erodi".
Il Bambino Gesù è stato portato in salvo fino alla grotta di Betlemme dove la Mamma l'ha partorito e custodito.

Nella nostra società percorrono le nostre strade e respirano la nostra stessa aria madri, munite di coltelli, pronte a dilaniare i loro pargoli innocenti e inconsapevoli.
Il dubbio ci assale, la ragione non ci dà risposte, l'istinto si ribella.

La società inquieta si chiede: "È stato un raptus, un atto premeditato, l'esito di una malattia mentale, la volontà di eliminare un figlio scomodo?".

Sarebbe facile ricondurre gli efferati delitti sui bambini ad una malattia mentale, forse si dovrebbero seguire dei percorsi in tutte le direzioni senza escluderne nessuna per trovare la causa vera della morte dei bambini.
Le istituzioni nelle forme più variegate dovrebbero intervenire con la massima oculatezza con la prevenzione nelle famiglie, nelle scuole, nelle ludoteche, nei campi sportivi.

Si potrebbero così palesare ed evidenziare elementi di immediato intervento psicologico o psichiatrico.
Questo non si fa, questo non si dice!
Gli organi competenti non adoperano strumenti idonei per la scoperta di anomali comportamenti del bambino e dei genitori e ho l'impressione che vige l'incompetenza, l'ignoranza e l'indifferenza, così alla fine restiamo tutti stupiti e spaventati di fronte ai coltelli e alle coltellate delle madri erodi. Poi, dopo lo stupore e l'indignazione si ricomincia.
Oggi Papa Francesco nel suo messaggio natalizio ha sottolineato il continuo ripetersi della strage degli innocenti. Se io chiedessi al Papa come si potrebbe rimediare il crimine di tali madri forse mi risponderebbe così: "Bisogna strappare finalmente e per sempre l'editto di Erode. Sarebbe l'unico modo per cancellarlo dalla mente e dalle mani di quelle madri".