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IL LIBRO/2. I Calabresi di legno del Popolo di Trevi

IL LIBRO/2. I Calabresi di legno del Popolo di Trevi

pinocchio   di ALBERTO CISTERNA* -

I libri, si sa, sono così. Certe volte annoiano, altre volte rattristano. Qualche volta fanno sorridere oppure sbadigliare. Poi ci sono quelli che graffiano e bruciano; scavano le carni come bisturi e ti lasciano cicatrici profonde. Tanto dolorose quanto inaspettate. Il romanzo di Trevi (Il popolo di legno, Einaudi) è così e la sua urticante e irrimediabile resa al gioco crudele della vita lo rende angoscioso e sublime come una vertigine.

I calabresi sono al centro della narrazione. In filigrana sono loro che giustificano ogni azione e ogni reazione che scandisce la trama del racconto.

Senza i calabresi, il Popolo di legno appunto, il romanzo di Trevi non potrebbe né esistere né reggersi. I personaggi, il Topo, il Delinquente, Rosa, o sono calabresi o semplicemente non sono. Trevi sembra avere accuratamente scelto la Calabria, Rosarno, l'Aspromonte come i luoghi di una storia bella e crepuscolare. Apparentemente una storia di Vinti, come i dannati di Verga, ma in realtà l'epopea di due eroi che in nome dell'amicizia e della dignità (anche quella più mercificata e corrotta) vanno incontro con leggerezza al proprio destino. Sempre fedeli a sé stessi.

Ho letto su questo giornale le lucide parole di Maria Franco e in larga parte le condivido. Tuttavia un punto mi sembra irrinunciabile nel valutare il lavoro di Trevi: nel titolo e nel testo ci sono i calabresi. Sono loro l'humus in cui la storia può crescere e spirare. Fuori da quel popolo (di legno come Pinocchio) non esiste tragedia, né redenzione.

Non è così sicuro che il romanzo sia un campione di nichilismo letterario come la stessa Einaudi segnala al lettore. Mi sembra, invece, che nella storia vi sia una sottile speranza e un afflato di coraggio. Il Topo che spiega ai calabresi quanto somiglino al burattino di Collodi con le sue bugie, le sue tentazioni, la sua insofferenza per le regole dei "grandi", la sua leggera canaglieria, compie un gesto generoso, smaccatamente altruistico.

*magistrato

**Emanuele Trevi, Il popolo di legno, Einaudi, ottobre 2015, 18 euro.