Torri, fortificazioni religiose, cinte murarie, castelli. Le coste calabresi, fin dai tempi greci, sono terra di approdo (e incursione) per i popoli del Mediterraneo ma anche luogo fertile per scambi commerciali e culturali. La mostra fotografica “Torri costiere in Calabria”, curata da Giuliano Guido, celebra queste strutture difensive ed è visitabile fino al 6 agosto a Cosenza, all’interno del Museo dei Brettii e degli Enotri. Un itinerario fotografico che intreccia archeologia, storia e geografia. Ma anche un viaggio nelle tante identità che hanno caratterizzato la nostra terra.
In questo splendido spazio del centro storico bruzio, diretto dall’archeologa Marilena Cerzoso, oltre 100 immagini raccontano la Calabria costiera attraverso scale, merlature e ponti levatoi. L’esposizione temporanea del museo ospita anche alcuni striscioni infografici – divisi in zone geografiche – ed una proiezione video che descrive al visitatore lo stato dell’arte.
Costruiti lungo la fascia costiera calabrese jonica e tirrenica e ancora oggi visibili – alcuni abbandonati, altri fruibili, altri ancora di privati – le torri e i castelli sono un segno tangibile del passato. «Attraverso mappe e saggi ho raccolto tante informazioni sulla lunga storia della Calabria» spiega Guido. «È importante conoscere chi ha creato e vissuto questi siti. Un viaggio nel tempo: da Cassiodoro ai Normanni. Le fortificazioni oggi fanno parte del paesaggio e rappresentano una risorsa turistica da valorizzare nel suo complesso».
Dal castello di Sant’Aniceto (Motta San Giovanni) a quello di Roseto Capo Spulico, passando per Le Castella e la torre di Cimalonga, non resta che visitare la mostra e rimanere affascinati da quanto è diversa la Calabria.