"Renzi ormai - aggiunge - sta tentando sforzi messianici per rimettersi in gioco dopo le costanti e pesanti sconfitte subite, a partire dalla consultazione referendaria da lui voluta con ostinazione lo scorso anno, fino alle batoste elettorali alle amministrative del mese di giugno.
Eppure aveva annunciato nella sua stagione di governo mirabolanti 'Masterplan per il Mezzogiorno', risoltisi poi in un ben piu' limitato decreto, di rilancio della 'questione meridionale', senza spiegare dove siano a tutt'oggi impegnati i capitali per dare corso a queste roboanti promesse, eccetto qualche provvidenza di natura elettorale, nella Finanziaria 2018. E' sorprendente, dunque, non cogliere nel tour renziano un'esigenza tutta sua, del segretario del Pd, di piazzare qualche toppa qui e la' in giro per l'Italia, forse un tentativo quasi disperato, di riaccendere i riflettori dell'opinione pubblica sul suo partito, balcanizzato in mille rivoli, mentre la Calabria e l'Italia galleggiano in una sorta di limbo senza l'indicazione di una strada per agganciare davvero il treno dello sviluppo, tanto decantato, ma che finora
fa segnare appena qualche decimo di punto di crescita del Pil".
Secondo Niclo', "i dati Svimez relativi agli ultimi 15 anni sono invece da allarme rosso, a fronte della sicumera del pensiero renziano e dei suoi sostenitori: il Sud e la Calabria nel periodo di tempo osservato, lasciano sul campo della crisi circa il 7% della ricchezza, a fronte, invece, per lo stesso
periodo considerato, di una crescita media europea di quasi il 23%. A conti fatti, serviranno almeno altri dieci anni per il Mezzogiorno per recuperare i livelli di crescita e di reddito ante 2008. Eppure, da Roma in giu' vivono quasi venti milioni di italiani e i senza lavoro sono il 50% sul totale, un numero che mette inquietudine e che avrebbe bisogno di essere colmato con
una seria programmazione che punti decisamente alla valorizzazione dei territori, in tutte le sue varianti".
"Forza Italia, da parte sua - conclude Nicolò - continuerà in Consiglio regionale a lavorare con trasparenza di posizione e impegno per contribuire a dare risposte ai cittadini, per evitare che l'acuire dei problemi rompa la coesione sociale e il caos politico-istituzionale indotto dal centrosinistra in
Calabria non inneschino pericolose reazioni di ribellismo di cui non ne abbiamo certamente bisogno".