“La violenza – ha sostenuto la presidente Fidapa avv. Enza Galati - può manifestarsi sotto diverse forme, da quella fisica a quella psicologica fino ad arrivare allo stalking. Tra le mura domestiche è purtroppo in continua crescita con casi sempre più frequenti e conseguenze devastanti non solo per la donna che ne è vittima, ma per tutto il nucleo familiare”.
“Le battaglie femminili – osserva la presidente Fidapa - sono state numerose e coraggiose in questi anni anche a costo di scontrarsi con i retaggi culturali esistenti. La donna ha sempre maggiormente acquisito la consapevolezza che denunciare soprusi o aprirsi al dialogo può aiutare a fare dei consistenti passi in avanti per combattere la violenza di genere”.
“Per tali ragioni, oggi più che mai, si avverte la necessità - spiega l’avv. Galati - di gesti concreti per sensibilizzare l’opinione pubblica e aiutare le donne in difficoltà. Il contributo economico che, insieme alle associazioni del territorio, offriamo al “Centro Antiviolenza Demetra” rappresenta un gesto per sensibilizzate le coscienze e fornire un concreto aiuto alle donne vittime di violenza”
“La prevenzione, conoscenza ed il rispetto alla vita e alla libertà morale sono elementi dai quali non si può prescindere quando si parla di lotta alla violenza. Ci troviamo di fronte – ha concluso l’avv. Galati – ad una battaglia di civiltà e di difesa dei diritti che deve essere affrontata da tutte le componenti sociali, nessuna esclusa”.
Sono 84 gli omicidi di donne nei primi nove mesi del 2017. Di questi 61 si sono verificati in ambito familiare, e 31 sono stati femminicidi, termine di uso comune che identifica l’omicidio di una donna da parte di un uomo come forma estrema di prevaricazione. Il 73% avvengono tra le mura di casa e nel 56% dei casi l’assassino è il partner o l’ex partner. Negli ultimi 10 anni gli omicidi volontari sono diminuiti nel nostro Paese, ma non quelli in cui la vittima è donna che sono stati 150 nel 2007 e 149 nel 2016. Dati allarmanti che inducono una seria riflessione.
“E’ proprio dalla conoscenza del fenomeno che inizia la prevenzione” ha evidenziato la presidente del Soroptmist Lucia Greco. La necessità di “un cammino educativo che riaffermi la dignità ed il rispetto delle diversità” è stato invece sottolineato dalla vice presidente del Rotary Natalia Maiello. Per la presidente dell’Associazione Nazionale Donne Medico di Lamezia Renata Tropea “occorre lavorare sulla prevenzione e sull’ascolto”. “Il pronto soccorso di Lamezia Terme – ha aggiunto – è stato il primo in Calabria ad aver avviato il ‘percorso rosa’, con risultati concreti e tangibili conseguiti sul territorio”. “La necessità di un reinserimento delle donne vittime di violenza nel mondo del lavoro” è stata sottolineata da Rosina Mercuri, vice presidente del Lions club di Lamezia. “La nostra sede – ha concluso gli interventi la vice presidente Uniter Costanza Falvo D’Urso – è un luogo deputato a fare cultura e a cogliere i bisogni che provengono dalla società”.