Per la maggioranza, si tratta di realta' localizzate nel Mezzogiorno (il 55,8%), piu' del doppio di quelle con sede al Nord (il 23,4%) e quasi tre volte quelle del Centro Italia (il 20,8%). Piu' della meta' (il 56%) delle imprese certificate si concentra in sole cinque regioni con la Sicilia in testa (15,9), seguita dalla Calabria (13,4), dalla Puglia (11,6), dalla Toscana e dall'Emilia Romagna (7,7).
I numeri del biologico raccontano di un settore che si e' fortemente trasformato e irrobustito negli ultimi anni, passando da tendenza rivolta a mercati di nicchia a vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori italiani. Al tempo stesso, il biologico sta rivestendo un ruolo sempre piu' importante come opportunita' di rilancio per molte aziende del nostro agro-alimentare. Mentre nell'agricoltura tradizionale ogni anno numerose imprese chiudono, cedendo il passo a realta' piu' grandi e strutturate- afferma Unioncamere - il settore del biologico sta andando in controtendenza, a dimostrazione che anche aziende di dimensioni piu' piccole, grazie all'applicazione dei principi dell'agricoltura biodinamica, possono stare con successo sul mercato. L'81% opera direttamente nel settore agricolo e circa il 7% nel commercio. In particolare, le aziende che svolgono esclusivamente produzione Bio sono 44.482 (il 75% dell'universo delle certificate) e di esse una su tre ha sede in due sole regioni del Mezzogiorno: Calabria o Sicilia. Approfondendo l'analisi delle imprese Bio per forma giuridica, l'11% (6.490) e' costituito da societa' di capitale. Di queste, oltre il 90% e' una PMI ovvero con un volume d'affari uguale o inferiore ai 50 milioni di euro. Piu' della meta' (il 55,2%) rientra nella definizione di micro impresa (con un fatturato non superiore ai 2 milioni di euro), e la meta' ha un capitale sociale inferiore ai 50.000 euro.