REGGIO. L'Anassilaos promuove conversazione sul tema “I Cappellani Militari nella Grande Guerra”

REGGIO. L'Anassilaos promuove conversazione sul tema “I Cappellani Militari nella Grande Guerra”
papa giovanni xxiii nominatopatrono dellesercito italian
A cento anni dalla conclusione della Grande Guerra (per l’Italia il 4 novembre 1918) sembra opportuno ricordare personaggi ed episodi di un conflitto mondiale che nel nostro Paese si è protratto per oltre quattro anni. Da qui l’idea di una serie di incontri ed iniziative che l’Associazione Culturale Anassilaos si propone di realizzare, da qui al mese di novembre, allo scopo di ricordare la fine della I Guerra Mondiale. Si comincia giovedì 10 maggio, alle ore 16,45 presso la Biblioteca De Nava con una conversazione del Prof. Antonino Romeo sul tema: “i Cappellani Militari nella Grande Guerra” promosso congiuntamente dal Comune di Reggio Calabria, dall’Associazione Culturale Anassilaos e dalla Biblioteca “Pietro De Nava” che sarà introdotto dal Dr. Luca Pellerone, giovane studioso di storia e Vice Presidente Anassilaos Giovani. I Cappellani militari era un organizzazione presente già negli stati preunitari, allo scopo di prestare assistenza spirituale ai soldati, sia nel Lombardo-Veneto che nel Ducato di Parma, nel Granducato di Toscana che vantava tre cappellani, ovviamente nello Stato Pontificio e nel Regno delle Due Sicilie dove a nominare i cappellani era lo stesso sovrano. Sopraggiunta l’Unità di Italia (1861) i cappellani militari furono introdotti nel neonato regio esercito fino a raggiungere, nel 1865, la cifra di ben 189 cappellani. Dopo la Breccia di Porta Pia, certamente a causa del contrasto che opponeva lo Stato Italiano alla Chiesa, il ruolo dei Cappellani militari fu gradualmente ridotto fino alla loro completa eliminazione nel 1878. Soltanto in prossimità dell’intervento italiano nella Grande Guerra, il 12 aprile del 1915, il Generale Luigi Cadorna, con una circolare, reintrodusse i Cappellani Militari che, alla fine del conflitto, nel 1918, ammontavano a 2.738 uomini. Molti di questi furono insigniti di una Medaglia al Valor Militare e molti altri perirono in guerra e in prigionia. Nel 1922 il ruolo del cappellano militare fu nuovamente soppresso, ad eccezione del servizio svolto per la raccolta delle salme dei caduti e la sistemazione dei cimiteri di guerra. Soltanto nel 1925 fu creato l'Ordinariato militare per l'Italia e venne assegnato ad esso il compito dell'Assistenza Spirituale nelle forze armate. Tra i cappellani militari si annovera Angelo Maria Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII e Santo e, per venire alla città di Reggio Calabria, Demetrio Moscato, poi parroco di San Giorgio al Corso e infine Arcivescovo di Salerno.