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COSENZA. Corbelli (Diritti Civili) denuncia “la disumanità dei 12 corpi di migranti buttati in mare"

COSENZA. Corbelli (Diritti Civili) denuncia “la disumanità dei 12 corpi di migranti buttati in mare"

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “la disumanità dei 12 corpi di poveri migranti abbandonati in mare, dalla nave americana che li aveva recuperati al largo della Libia! Un orrore che si sarebbe potuto e assolutamente dovuto evitare, accogliendo le salme a Tarsia, in Calabria, dove sta per essere realizzato il Cimitero internazionale dei Migranti, se, afferma Corbelli, i ministri Salvini e Toninelli avessero consentito alla nave Usa l’attracco al porto di Corigliano, che si trova a breve distanza da Tarsia”. “Dopo la drammatica, vergognosa e disumana vicenda dell’Aquarius, un’altra brutalità è stata compiuta con i 12 corpi di poveri migranti, recuperati al largo della Libia, abbandonati in mare dalla nave Usa. Un fatto terribile che dimostra anche, ancora una volta, quanto sia importante e urgente la realizzazione del Cimitero internazionale dei Migranti, i cui lavori (dopo una lunga, ininterrotta battaglia iniziata quasi cinque anni fa, subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) stanno finalmente per iniziare in questo mese a Tarsia, in Calabria. Questa crudeltà si sarebbe sicuramente potuta scongiurare se i ministri degli Interni e delle Infrastrutture, Salvini e Toninelli, e il Governo avessero consentito alla nave americana, con a bordo 41 migranti e i 12 cadaveri, di approdare in un porto italiano. Perché non hanno permesso alla nave americana di approdare nel porto di Corigliano, che dista poche decine di chilometri dal luogo a Tarsia dove stiamo per iniziare i lavori della grande opera umanitaria? Avremmo potuto dare, in loco, una degna, provvisoria sepoltura in attesa di trasferirli poi nel Cimitero dei Migranti, una volta ultimata, entro quest’anno, la grande opera, che, finanziata dalla Regione Calabria e realizzata dal comune del cosentino, sarà intitolata al bambino siriano Aylan Kurdi e sorgerà su un’area di oltre 27mila metri quadri, a brevissima distanza dall’ex Campo di Concentramento fascista più grande di Italia, quello di Ferramonti di Tarsia, che fu, durante la seconda guerra mondiale, luogo di prigionia, ma anche di grande umanità, dove nessuno degli oltre tremila internati subì violenza e chi morì fu solo per malattie. Un luogo simbolo di solidarietà e di pace, per questo scelto per realizzare l'opera umanitaria e di civiltà che il mondo conosce, apprezza e aspetta".