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CORBELLI (Diritti Civili): "a Tarsia non possiamo iniziare i lavori del Cimitero Internazionale dei Migranti"

CORBELLI (Diritti Civili): "a Tarsia non possiamo iniziare i lavori del Cimitero Internazionale dei Migranti"

La denuncia e la protesta di Corbelli (Diritti Civili) da oggi su Facebook: “A Tarsia siamo pronti da un mese ma non possiamo iniziare i lavori del Cimitero internazionale dei Migranti perché da oltre 20 giorni aspettiamo, dalla Cassa Depositi e Prestiti, il decreto del finanziamento, già istruito e accolto(un primo stralcio di 220mila euro, che sarà rimborsato dalla Regione Calabria, per come già deliberato)! La grande opera darà dignità alle vittime dei naufragi, che aumentano purtroppo nonostante il calo degli sbarchi: più di 1700 morti quest’anno. Oltre 850 tra giugno e luglio”!

“A Tarsia, in Calabria, i lavori per la realizzazione del Cimitero internazionale dei Migranti, non possono ancora partire (così come era stato previsto e programmato per agosto) perché si aspetta, da oltre 20 giorni, il decreto di finanziamento (regolarmente chiesto dal comune calabrese, il 31 luglio, e approvato, prima di Ferragosto, dalla Cassa Depositi e Prestiti). Nonostante sia tutto pronto (con l’aggiudicazione dei lavori già eseguita e pubblicata da parte del comune, il 13 agosto, dopo un regolare bando) a Tarsia non si può aprire il cantiere per la realizzazione della grande opera umanitaria per il ritardo della Cdp”. E’ quanto afferma, amareggiato e indignato, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della grande opera umanitaria che “darà dignità alle vittime dei naufragi, che continuano purtroppo con, nonostante il calo degli sbarchi, più morti rispetto al passato. Quest’anno, come è stato reso noto ad agosto dall’Unchr, già si contano oltre 1700 vittime, una ogni 18 approdi sulle coste europee; con più di 850 morti solo tra giugno e luglio e il picco nel mese di giugno: un morto ogni 7 arrivi. Sono poveri migranti(uomini, donne e bambini), quasi tutti senza nome, che, prosegue Corbelli, vengono poi o abbandonati in mare o sepolti, con un semplice numerino e un codice, in tanti piccoli sperduti cimiteri, che di fatto ne cancellano così ogni ricordo e riferimento per i loro familiari, dei lontani Paesi del mondo, che non sapranno mai dove andare un giorno per cercarli, portare un fiore e dire una preghiera. Una disumanità questa che cancelleremo definitivamente con il Cimitero internazionale dei Migranti, dando, in un luogo dignitoso, sicuro e noto, una degna sepoltura a tutti, nel rispetto delle diverse culture religiose”, Corbelli, che da 5 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, è ininterrottamente impegnato per vedere realizzata questa importante opera di civiltà, dopo essersi, in questi ultimi giorni, ancora una volta recato(lo sta facendo continuamente durante questa estate, così come del resto anche negli ultimi due anni) nel municipio del piccolo centro del cosentino, sta da oggi attuando anche una una civile protesta su Fb, sul suo profilo, indirizzata alla Cdp, con un breve filmato che ha registrato, due giorni fa(giovedì scorso), significativamente nella stanza del sindaco Roberto Ameruso e che aveva fino ad ora non pubblicato, sperando che arrivasse da Roma il decreto. “E’ giusto e doveroso informare l’opinione pubblica, nazionale e internazionale, che conosce, apprezza e aspetta la grande opera, i motivi per cui a Tarsia non possiamo iniziare i lavori del Cimitero Monumentale dei Migranti. Non si possono incominciare i lavori perché siamo in attesa da oltre 20 giorni che la Cassa Depositi e Prestiti trasmetta al municipio il decreto per il finanziamento richiesto(un primo stralcio di 220mila euro) che, ricordo, viene poi rimborsato (con rate annuali) al comune dalla Regione, così come già deliberato, due anni fa, il 18 ottobre 2016, dalla Giunta regionale. Perché questo inspiegabile ritardo? Perché la Cdp non adempie ad un suo preciso compito, visto che oltre 20 giorni fa ha già istruito e accolto la relativa pratica per questo finanziamento? Cosa ostacola, adesso, la trasmissione di questo decreto al comune di Tarsia”? Il Cimitero dei Migranti, che sarà intitolato al bambino siriano Aylan Kurdi, sorgerà su un’area di oltre 28mila mq, su una collina, immersa tra gli ulivi secolari(che resteranno intatti), in un posto bellissimo (all’interno della Riserva Naturale) e fortemente simbolico, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, in parte ebraico, e vicino l’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti di Tarsia, luogo, durante la guerra, di prigionia, ma anche di grande umanità.