Irto, parlando a una platea di studenti al liceo Mazzini della città jonica, ha affermato di apprezzare "il coinvolgimento del mondo studentesco, che all'indomani di una terribile domenica di 13 anni fa, si ritrovò spontaneamente e diede vita a quella che ormai è entrata nei libri di storia contemporanea come la 'Primavera di Locri'. Assieme a quei ragazzi, quel giorno, c'ero anche io. Ma oggi non possono più bastare i ricordi perché è forte il rischio di rimanere stritolati tra l'oppressione mafiosa e la deriva di una democrazia illiberale e autoritaria. Per questo è indispensabile costruire una nuova classe dirigente. Dobbiamo passare dalla rievocazione della Primavera di Locri alla spinta verso una nuova Primavera calabrese".
“Una Primavera - ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale - nella quale chi è chiamato a governare deve porre in essere riforme e azioni mirate a trattenere in Calabria le energie migliori, dando loro il diritto di scegliere se partire o restare. In Consiglio regionale lo stiamo facendo, tagliando i costi della politica e mettendo le risorse risparmiate a disposizione della cultura e del diritto allo studio. Ma soprattutto, dobbiamo dar vita a una Primavera nella quale i giovani riscoprano il desiderio di impegnarsi per il bene comune, la volontà di essere protagonisti del cambiamento, il coraggio di esporsi e di fare politica".
Nel corso del dibattito sul tema 'Sport e legalità' Nicola Irto ha definito l'attività sportiva "un formidabile strumento di condivisione di valori positivi e di socialità, la principale agenzia educativa assieme alla scuola. Essa tempra il carattere e forma a ciò che di più importante esiste: l'assunzione di responsabilità. Insegna a vincere e soprattutto a perdere, perché la lezione della sconfitta è di gran lunga più importante dell'ebbrezza del successo". Al contempo lo sport "educa alla convivenza con gli altri e alla cooperazione per il raggiungimento di un obiettivo condiviso. Che sia uno scudetto, o una coppa, o il progresso della nostra comunità, poco cambia: o si vince da squadra o si soccombe individualmente".
Nicola Irto ha concluso: "I risultati che il mondo dello sport ha regalato e continua a portare alla Calabria ci dimostrano come la nostra regione possa farcela ad essere attrattiva e competitiva. Adesso dobbiamo il dovere di fare lo stesso in ogni altro ambito della vita associata. Sarà questo il modo migliore per non disperdere la memoria di Fortugno".