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Garante Marziale sulla vicenda del sedicenne presunto omicida a Crotone

Garante Marziale sulla vicenda del sedicenne presunto omicida a Crotone

“Dolore, raccapriccio e rabbia”: sono i sentimenti che prova il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, nell’apprendere che l’assassino dell’imprenditore 54enne ucciso ieri a Crotone, nel corso di una drammatica sparatoria in piazza, sia un congiunto di sedici anni.

“Leggo di una pistola detenuta dal ragazzo illegalmente e mi chiedo quanto sia giusto inculcare, per legge, la cultura della sicurezza ‘fai da te’ – spiega il Garante – che poi finisce per generare la convinzione che dietro uno sgarbo, un’incomprensione, tutto sia risolvibile con la violenza. Resto di stucco davanti a sentenze che riconoscono la ‘tempesta emotiva’ quale attenuante generico di femminicidi, con conseguenti e corpose riduzioni di pena. Penso a come e quanto la presenza della ‘ndrangheta nei nostri territori determini reazioni incontrollati. Penso, insomma, ad un corollario di motivazioni in grado di condizionare, indirizzare, i nostri ragazzi alla rabbia più incontenibile, estrema”.

Per Marziale: “Occorre non abbassare la guardia nei luoghi di istruzione, di formazione. Serve continuare quotidianamente, senza stancarsi, a somministrare lezioni e soprattutto esempi di legalità fra i soggetti in età evolutiva. Nel momento in cui si spalancano le porte del carcere per accogliere un minorenne, reo di così atroce delitto, la società tutta ha il dovere di interrogarsi sulle responsabilità che essa stessa produce, con pensieri e linguaggi.” “Vi è la necessità – conclude il Garante – di tornare a fare squadra, come comunità adulta, per recuperare i ragazzi, in balia di un disordine etico e, prima ancora, culturale, che riguarda tutti indistintamente”.