E' partita da Reggio la "Lunga Marcia" della Filt-CGIL

E' partita da Reggio la "Lunga Marcia" della Filt-CGIL

lunga marcia

Una “lunga marcia” verso la vivibilità e lo sviluppo della Ionica e del resto del Reggino e della Calabria. Concentrando l’attenzione sui trasporti per poi allargarlo agli altri settori, è questo il senso dell’omonima iniziativa promossa dalla Filt-Cgil, iniziata stamattina dall’Aeroporto dello Stretto e che si concluderà il 10 luglio a Caulonia Marina. Sei giorni di cammino a piedi per fornire analisi e proposte su infrastrutture e servizi ferroviari, aeroportuali, viari e marittimi e condividerle con la cittadinanza, ma anche per discutere di altre questioni per le quali la mobilità è strategica, come turismo, agricoltura ed industria, in termini di occupazione e crescita, e per non dimenticare la cultura, ricordando figure come i compianti Pasquino Crupi e Virgilio Condarcuri. Lungo la strada, di mattina con la marcia, e in piazza, la sera con dei dibattiti pubblici, i protagonisti saranno dirigenti e militanti Cgil, che dormiranno in tenda, così come esponenti istituzionali e della società civile dei centri che verranno toccati lungo i centocinquanta chilometri di carovana, cioè Lazzaro, Bova Marina, Brancaleone, Bianco, Siderno e Roccella. «Concentreremo lo sguardo sui trasporti, ma lo alzeremo anche in altri comparti per guardare lontano» ha affermato il segretario regionale della Filt Cgil Nino Costantino prima della partenza davanti al “Tito Minniti”. «Insieme a quello di Crotone, lo scalo reggino è il simbolo della crisi del sistema aeroportuale calabrese. Reggio è città metropolitana che guarda all’importante bacino della dirimpettaia Messina.
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Trecentocinquantamila passeggeri annui sono pochi, bisogna cambiare politica rafforzando l’esistente sistema di società unica da noi sempre invocato. Occorrono nuove compagnie, ma senza perdere la fondamentale Alitalia. Il nostro territorio deve essere facilmente accessibile, è una necessità socio-economica vitale» ha spiegato. «La SS106 è un’eterna incompiuta. È necessario intervenire, sia per dare più sicurezza a chi la percorre quotidianamente, sia per renderla più funzionale allo sviluppo socio-economico della fascia ionica. E sempre sulla Ionica non è più rinviabile la realizzazione di una linea ferroviaria efficiente, funzionale e veloce. Con 25mila pendolari quotidiani, non si può avere un binario unico. Ne va della vivibilità quotidiana dei cittadini, ma anche dello sviluppo turistico-culturale e produttivo-commerciale dell’Area Grecanica, della Locride e del resto del litorale che arriva al confine con la Basilicata, quindi dell’occupazione in una terra affamata di lavoro. Ma pensiamo anche all’alta velocità che deve arrivare a Reggio lungo la fascia tirrenica» ha aggiunto. «Sempre secondo questa logica, non dimentichiamo il sistema portuale calabrese. Sia in un’ottica di sviluppo produttivo e commerciale, come nel caso di Gioia Tauro e del suo retroporto, sia in una dimensione di crescita turistica, come ad esempio a Roccella. Occorre valorizzare quelli esistenti, recuperare quelli caduti nell’oblio come quello di Saline e metterli in rete ognuno secondo le proprie peculiarità geografiche e strutturali. Insomma, i trasporti sono decisivi per la vivibilità, per il lavoro e per lo sviluppo, per questo siamo pronti a marciare anche fisicamente dopo che per anni abbiamo marciato sindacalmente stando in prima linea» ha concluso Costantino.