'NDR. Gratteri, giornata storica la strategia è stata “smontare e rimontare la Calabria”

'NDR. Gratteri, giornata storica la strategia è stata “smontare e rimontare la Calabria”

"Una giornata storica per la Calabria che arriva al termine di un'indagine nata il 16 maggio 2016, dal primo giorno in cui mi sono insediato. Fin dall'inizio per me era importante condividere un disegno ed una strategia, smontare e rimontare la Calabria, fare sinergia, mettere a frutto intelligenze e capacità di tanti magistrati giovani e straordinari. Decisivo è stato il lavoro di tutta la struttura dell'Arma dei carabinieri, con le diverse sezioni specialistiche, grazie alla qualità e alla professionalità dei suoi uomini".

Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa sui dettagli dell'operazione "Rinascita-Scott" che ha disarticolato le organizzazioni di 'ndrangheta operanti nel vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso in tutto il territorio nazionale e all'estero. Gli indagati, 416 in tutto, sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio ed altri numerosi reati aggravati dalle modalità mafiose.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere e' stata emessa a carico di 260 indagati, in 70 ai domiciliari e per cinque e' stato disposto il divieto di dimora.

"E' stato difficile contenere la fuga di notizie - ha proseguito Gratteri - gia' dalla richiesta delle misure cautelari.

 L'operazione sarebbe dovuta avvenire domani, ma in molti gia' lo sapevano e abbiamo deciso ieri di anticipare gli arresti facendo muovere tremila uomini nella notte. E' stato fatto un miracolo. I militari sono intervenuti sul treno Milano-Reggio Calabria e si sono mossi in tutta Italia, dalla Sicilia alla Lombardia, arrestando contemporaneamente 334 persone. Rispetto a quello che era la Procura di Catanzaro quattro anni fa, oggi abbiamo dimostrato siamo capaci di fare e questo vale anche per chi denigra il mio ufficio e l'Arma".

 Il procuratore ha poi spiegato alcuni dettagli emersi dalle indagini: "E' evidente - ha detto - l’impermeabilità della 'ndrangheta negli apparati dello Stato. E' stato arrestato un colonnello che dava notizie all'avvocato Pittelli, un cancelliere del tribunale di Vibo a servizio delle cosche, sindaci, persone disponibili per aggiustare processi al Tar. Nelle 250 pagine di capi di imputazione appare impressionante la disinvoltura e il potere della cosca Mancuso nell'entrare in contatto con gli apparati dello Stato, anche tramite l'accesso alle banche dati forze dell'ordine".

 Infine, un messaggio Gratteri lo ha lanciato anche alla società civile: "Non bisogna lasciare agli altri la narrazione di questa terra, bisogna cambiare la Calabria e avere il coraggio di occupare gli spazi che abbiamo liberato". 

 Alla conferenza stampa ha preso la parola anche il Generale di corpo d'armata dei Carabinieri, Luigi Robusto: "Abbiamo dimostrato fede, coraggio, umiltà, doti indispensabili affinché' in questa operazione non ci  fossero latitanti. Un'indagine durata quattro anni che rappresenta il valore di un salto di qualità, c’è chi fa fatti e vive per fronteggiare la criminalità. Ora bisogna continuare a lavorare e costruire dopo questo risultato, abbiamo colpito i furbi che pensavano di poter vincere".

 Il comandante del ROS, Pasquale Angelosanto, ha evidenziato che "sono state documentate le dinamiche e gli assetti interni delle cosche che agiscono nel vibonese, individuando dieci locali e diverse attività delittuose a conferma dell’unitarietà e dell’operatività della famiglia Mancuso. Sono stati arrestati soggetti che ricoprono ruoli di vertice all'interno di un contesto associativo tra estorsioni, usura, traffico di stupefacenti, omicidi e tentati omicidi. Un quadro importante a cui si aggiungono reati economici come riciclaggio e intestazione fittizia di beni che hanno evidenziato la capacità delle 'ndrine di gestire direttamente o per terze persone le attività sul territorio. Imprese, alberghi, aziende di abbigliamento, onoranze funebri messi sotto controllo, oltre che collusioni con la pubblica amministrazione. E' emersa tutta la pericolosità attuale della 'ndrangheta anche fuori dal territorio e all'estero".  

Il comandante della Legione Carabinieri Calabria, Andrea Paterna, ha aggiunto che "l'indagine è stata gestita specialmente nella parte finale con professionalità, perfetta è stata la tenuta del dispositivo grazie alle specialità intervenute e l'impegno che ogni militare ha garantito. Abbiamo scritto una pagina importante in nome della legalità e del recupero del senso dello Stato". (fonte italpress)