Giovedì 5 marzo 2020, alle ore 17:30, nella Sala convegni del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, lo stesso Museo, il Centro Internazionale Scrittori con la Cattedra di Teatro Antico e Moderno e la Cattedra di Mitologia Antica e Moderna, in collaborazione con il Centro Studi sul Mito (CISM) di Ancona e l’Accademia Siciliana dei Mitici di Palermo organizzano la conferenza “Il mito della reminiscenza”, sesto incontro del ciclo “Mito ed ermeneutica in Platone. Dal mito della caverna al mito di Atlantide”. Intervengono il direttore del Museo, Carmelo Malacrino e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Con il supporto di video proiezione relaziona Paola Radici Colace, prof. Ordinario di Filologia classica dell’Università di Messina, presidente onorario e direttore scientifico del Cis. Per Platone le idee vivono al di là dello spazio e del tempo e l'anima non può trarle dal mondo sensibile ma le ricorda. Conoscere, quindi, significa ricordare (reminiscenza) da qui l'ipotesi tutta platonica dell'esistenza dell'anima prima del corpo stesso. Quando si nasce l’anima si unisce al corpo e conseguentemente il corpo è in grado di conoscere quanto appreso prima della vita in una dimensione senza spazio né tempo, la dimensione cioè dell’Iperuranio. Nell’atto di apprendimento della realtà sensibile, in maniera automatica non facciamo altro che richiamare una conoscenza pregressa e quindi in grado di comprendere il vero significato delle cose.