"Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso che era stato proposto nell'interesse
del dottor Demetrio Arena nonche' di altri soggetti, membri della Giunta e del
Consiglio Comunale, con una motivazione che ci lascia francamente perplessi". Lo
affermano in una nota congiunta gli avvocati Giuseppe Valentino e Luigi
Migliarotti, legali dell'ex sindaco di Reggio CALABRIA, Demetrio Arena. "In buona sostanza - aggiungono
- la sentenza si e' limitata a recepire le argomentazioni della Commissione
d'accesso disattendendo senza alcuna motivazione gli argomenti introdotti dalla
difesa che, in termini puntuali e sovente anche documentali, smentivano le
determinazioni adottate dalla Commissione. Ma cio' che ancor di piu' sorprende
e' l'enfatizzazione che si e' fatta in sentenza del contesto ambientale che,
inesorabilmente, avrebbe condizionato la vita politica della citta' e, quindi,
la sua Assemblea comunale. Vi si coglie un fatalismo che non deve essere
consentito a chi e' stato investito della cognizione di argomenti difensivi che
meritavano risposte puntuali e motivate in termini giuridicamente coerenti e non
gia' vaghe dissertazioni su tematiche socio-politiche. Che esista un fenomeno
malavitoso in CALABRIA e' circostanza nota da epoca
immemore, ma che abbia condizionato l'impegno politico e amministrativo di
Demetrio Arena e degli altri ricorrenti nelle forme che la Commissione di
Accesso ha registrato e che la sentenza ha acriticamente fatte proprie, non e'
dimostrato da nulla, anzi e' smentito dai temi che abbiamo proposto attraverso
il nostro ricorso e le nostre memorie". "Ci chiediamo sconcertati - proseguono i
legali di Arena - quali mezzi dovrebbe predisporre un'Amministrazione Comunale
per evitare che prosperino fenomeni criminali nella aree amministrate ed in
forza di quali poteri? E' lo Stato che deve intervenire con gli strumenti che
gli sono propri, tutelare le amministrazioni virtuose e porle nelle condizioni
di svolgere il proprio delicato, complesso ed oneroso mandato cosi' come e'
stato fatto a Reggio CALABRIA dove tutte le regole
sono state rispettate e non vi e' traccia alcuna che le decisioni assunte
dall'Amministrazione Comunale nei suoi pochi mesi di vita abbia subito
condizionamenti di sorta da parte di aree criminali. Ma tutti questi
interrogativi non trovano risposta nella sentenza che certamente sara' impugnata
davanti al Consiglio di Stato cui saranno sottoposti i numerosi profili di
illegittimita' ed inadeguatezza che, a nostro avviso, la caratterizzano".
del dottor Demetrio Arena nonche' di altri soggetti, membri della Giunta e del
Consiglio Comunale, con una motivazione che ci lascia francamente perplessi". Lo
affermano in una nota congiunta gli avvocati Giuseppe Valentino e Luigi
Migliarotti, legali dell'ex sindaco di Reggio CALABRIA, Demetrio Arena. "In buona sostanza - aggiungono
- la sentenza si e' limitata a recepire le argomentazioni della Commissione
d'accesso disattendendo senza alcuna motivazione gli argomenti introdotti dalla
difesa che, in termini puntuali e sovente anche documentali, smentivano le
determinazioni adottate dalla Commissione. Ma cio' che ancor di piu' sorprende
e' l'enfatizzazione che si e' fatta in sentenza del contesto ambientale che,
inesorabilmente, avrebbe condizionato la vita politica della citta' e, quindi,
la sua Assemblea comunale. Vi si coglie un fatalismo che non deve essere
consentito a chi e' stato investito della cognizione di argomenti difensivi che
meritavano risposte puntuali e motivate in termini giuridicamente coerenti e non
gia' vaghe dissertazioni su tematiche socio-politiche. Che esista un fenomeno
malavitoso in CALABRIA e' circostanza nota da epoca
immemore, ma che abbia condizionato l'impegno politico e amministrativo di
Demetrio Arena e degli altri ricorrenti nelle forme che la Commissione di
Accesso ha registrato e che la sentenza ha acriticamente fatte proprie, non e'
dimostrato da nulla, anzi e' smentito dai temi che abbiamo proposto attraverso
il nostro ricorso e le nostre memorie". "Ci chiediamo sconcertati - proseguono i
legali di Arena - quali mezzi dovrebbe predisporre un'Amministrazione Comunale
per evitare che prosperino fenomeni criminali nella aree amministrate ed in
forza di quali poteri? E' lo Stato che deve intervenire con gli strumenti che
gli sono propri, tutelare le amministrazioni virtuose e porle nelle condizioni
di svolgere il proprio delicato, complesso ed oneroso mandato cosi' come e'
stato fatto a Reggio CALABRIA dove tutte le regole
sono state rispettate e non vi e' traccia alcuna che le decisioni assunte
dall'Amministrazione Comunale nei suoi pochi mesi di vita abbia subito
condizionamenti di sorta da parte di aree criminali. Ma tutti questi
interrogativi non trovano risposta nella sentenza che certamente sara' impugnata
davanti al Consiglio di Stato cui saranno sottoposti i numerosi profili di
illegittimita' ed inadeguatezza che, a nostro avviso, la caratterizzano".