Il Si.Di.Pe. – sindacato che raccoglie il maggior numero dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico- il 21 u.s. aveva scritto al Prof. Mauro Palma, per chiedere pure il suo intervento al fine impedire un’assurda riduzione dei già pochi Dirigenti penitenziari, atteso che il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, il 17 ottobre scorso, in occasione del suo intervento in Commissione Giustizia della Camera, nel riferire in ordine alla grave situazione penitenziaria ed alla complessità del sistema penitenziario, ha paventato la “possibile applicazione di ulteriori tagli a seguito della spending review” nei confronti della dirigenza penitenziaria. Adesso il Prof. Palma, Presidente della Commissione ministeriale di studio in tema di interventi in materia penitenziaria istituita presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro della Giustizia, ha convocato le organizzazioni sindacali per il giorno di lunedì 25 novembre, alle ore 15.00. La riunione, peraltro, vedrà anche la partecipazione di tutti i responsabili dei competenti Uffici del D.A.P. e del Ministero della Giustizia . Alle organizzazioni sindacali è stato comunicato che sulla base dei lavori della cennata Commissione, è stato elaborato il piano di azione presentato a Strasburgo il 4 e 5 novembre u.s., volto alla individuazione di misure, strutturali e trattamentali, per il superamento dell’emergenza carceraria in linea con le indicazioni della Corte Europea dei Diritti dell’uomo. In relazione a tale piano di azione, che prevede il coinvolgimento di tutti gli operatori del Sistema penitenziario, la Commissione ha ritenuto di effettuare un’audizione informale con le Organizzazioni Sindacali per addivenire ad un momento di riflessione comune anche al fine di un approfondimento congiunto sulle modalità operative più adeguate all’attuazione del cennato programma. Il Si.Di.Pe. parteciperà alla predetta riunione per rivendicare il ruolo della dirigenza penitenziaria nel processo di revisione del sistema penitenziario e per il necessario superamento dell’emergenza penitenziaria tornando sulla questione della spending review della dirigenza penitenziaria e del personale penitenziario, sul cui superamento vi erano state le rassicurazioni del precedente governo dell’allora Ministro della Giustizia Paola Severino. Una eventuale spending review della dirigenza penitenziaria, infatti, preoccupa e sconcerta, perché la situazione delle carceri è drammatica ed una riduzione dei già pochi dirigenti penitenziari si pone in contraddizione non solo con le univoche e continue dichiarazioni politiche di attenzione per il problema penitenziario, ma anche con le necessità obbiettive che discendono sia dall’apertura di nuove carceri e di nuovi padiglioni detentivi (attraverso il cd. “Piano Carceri”), sia dalla circostanza che sono in corso di esame progetti di riforma destinati ad aumentare anche il ricorso alle misure alternative . In mancanza di dirigenti penitenziari, nel cui ruolo l’ultima immissione risale al lontano 1997 ed i cui pensionamenti non hanno mai trovato sostituzione, si determinerà l’impossibilità di garantire la copertura delle sedi penitenziarie e l’attuazione delle misure alternative. Il Si.Di.Pe. è del tutto contrario ad ipotesi di accorpamenti, a tutti i livelli dell’Amministrazione (direzioni di istituti penitenziari e di uffici di esecuzione penale esterna, di provveditorati, di direzioni generali e di uffici dipartimentali e provveditoriali), perché di fatto determinerebbero l’impossibilità di una organizzazione funzionale e per i dirigenti penitenziari di avere una presenza effettiva in loco e, quindi, una conoscenza reale del contesto operativo e territoriale. Tale conoscenza, infatti, è presupposto indispensabile perché essi possano svolgere efficacemente le loro funzioni di garanzia e di contemperamento delle esigenze di sicurezza e di quelle trattamentali, che costituiscono il binomio ontologico della mission istituzionale dell’Amministrazione penitenziaria.
Il Segretario Nazionale
Rosario Tortorella