"E' inaccettabile, e crediamo fuori legge, il licenziamento in tronco dei
giornalisti di Rete Kalabria che hanno scioperato per rivendicare il pagamento
di otto stipendi arretrati e che hanno rifiutato di azzerare quasi tutto il
debito in cambio di una non precisata regolarizzazione delle loro posizioni da
parte del nuovo editore, Publiemme srl''. Lo scrive la Federazione Nazionale
della Stampa che si schiera a sostegno della ''giusta battaglia dei colleghi e
del Sindacato dei giornalisti della Calabria. Il
rispetto dei diritti del lavoro e soprattutto, prima ancora, della dignita'
delle persone che forniscono una leale prestazione per una informazione libera -
sottolinea il sindacato dei giornalisti - e' condizione primaria di legalita' e
di giustizia''. La Fnsi, conclude la nota, ''e' fiduciosa nella iniziativa del
Prefetto di Vibo Valentia che ha convocato un tavolo di confronto per venerdi'.
La gravita' della brutale operazione dell'editore sara', inoltre, immediatamente
segnalata al viceministro delle Comunicazioni, Antonio Catricala', e all'Agcom''
giornalisti di Rete Kalabria che hanno scioperato per rivendicare il pagamento
di otto stipendi arretrati e che hanno rifiutato di azzerare quasi tutto il
debito in cambio di una non precisata regolarizzazione delle loro posizioni da
parte del nuovo editore, Publiemme srl''. Lo scrive la Federazione Nazionale
della Stampa che si schiera a sostegno della ''giusta battaglia dei colleghi e
del Sindacato dei giornalisti della Calabria. Il
rispetto dei diritti del lavoro e soprattutto, prima ancora, della dignita'
delle persone che forniscono una leale prestazione per una informazione libera -
sottolinea il sindacato dei giornalisti - e' condizione primaria di legalita' e
di giustizia''. La Fnsi, conclude la nota, ''e' fiduciosa nella iniziativa del
Prefetto di Vibo Valentia che ha convocato un tavolo di confronto per venerdi'.
La gravita' della brutale operazione dell'editore sara', inoltre, immediatamente
segnalata al viceministro delle Comunicazioni, Antonio Catricala', e all'Agcom''