PD Calabria, Puccio: rischi che si stanno riproponendo sotto gli occhi attoniti del partito

PD Calabria, Puccio: rischi che si stanno riproponendo sotto gli occhi attoniti del partito
Riceviamo e pubblichiamo:
 

L’altra sera nel confronto televisivo tra Renzi, Cuperlo e Civati è stato evidenziato un progetto di partito nel quale la differenza delle opinioni e dei progetti politici possono convivere nel medesimo partito e diventare una risorsa democratica per il Paese.
Il messaggio che viene lanciato all’Italia è chiaro. Il pd è, e può diventare ancor più, il soggetto politico che serve per uscire dalla drammatica crisi italiana ed europea. Se per l’Italia è così, dovrebbe essere ancora più vero per il pd della Calabria dove il ripristino della sovranità democratica dopo tre anni di commissariamento dovrebbe rendere indispensabile il lavoro di reciproca legittimazione delle soggettività politiche che si esprimono al suo interno. La ripresa però è faticosa e le contraddizioni e i retaggi ancora pesano.
Purtroppo poi non tutti danno dimostrazione di lavorare nella stessa direzione di un virtuoso confronto. Perchè se il confronto sacrifica il rispetto verso se stessi e la comunità che si vuole rappresentare non ci può essere indulgenza. L’autolesionismo può diventare letale. Come si giustifica il rilancio della polemica interna come se si dovesse ingaggiare la lotta tra partiti avversari? Se è così, mentre il movimento 5stelle esulta, il centro destra ringrazia e incassa, coprendo così le proprie responsabilità verso una regione che è ormai collassata.
I nostri elettori saranno ormai stanchi di essere informati che il pd è ancora in preda ad una conflittualità paralizzante. Come nel 2010. Sorge spontanea la domanda: si vuole di nuovo creare quel clima? Quello che portò al commissariamento? Si allude a una minaccia? No, si cerca l’interpretazione veritiera dei rischi che si stanno riproponendo sotto gli occhi attoniti del partito, dei militanti e degli iscritti che chiedono unità e coesione politica. Un nuovo stallo rappresenterebbe un fallimento per tutti, anche per i più critici, che peraltro hanno avuto responsabilità non secondarie in questi anni.
Tra quelli che hanno storia e tra i giovani che vogliono costruire una nuova storia, non contro qualcuno ma per se stessi, penso che non siano molti quelli che si arruolerebbero nella categoria degli arrabbiati. Penso invece che gran parte del partito sia consapevole dei limiti e delle potenzialità, dei rischi e delle opportunità che ci si offre. Sarebbe il caso di mettersi tutti in sintonia con la realtà calabrese, dove “piove sul bagnato” e che merita tutta la nostra attenzione. Se vogliamo creare un clima positivo, anche in occasione delle primarie dell’8 dicembre, lanciamo un appello ai volenterosi della Calabria per costruire qualcosa che serva a tutti i democratici e ai calabresi mettendo in evidenza le doti migliori della disponibilità, della capacità progettuale, della generosità e dell’impegno politico e istituzionale del Partito Democratico.