"Gli uomini e le donne sbagliano, le idee restano con tutta la loro forza e il
valore della speranza di cui sono portatrici". E' quanto scritto in una nota
Legambiente della Calabria dopo l'inchiesta della
Dda di Catanzaro che ha portato agli arresti domiciliari l'ex sindaco di Isola
Capo Rizzuto, Carolina Girasole. "Non resta che confidare - prosegue la nota -
nel lavoro della magistratura, per fare definitiva chiarezza sull'operato
dell'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto. Comunque si concluda il procedimento che
la vede coinvolta, resta l'amarezza. La reazione della Calabria onesta, dell'antimafia calabrese non deve subire
arretramenti. Un movimento - quello dell'antimafia - di cui la Girasole ha fatto
parte insieme a tanti sindaci e tante sindache, riscuotendo apprezzamenti e
sostegno anche dagli ambientalisti". "Un'ombra inquietante - aggiunge
Legambiente - sovrasta adesso l'operato di quella esperienza politica, di
lavoro, di fatica e di impegno contro la 'ndrangheta e in difesa dei diritti dei
cittadini. E' inutile minimizzare, sono stati commessi degli errori, valutate
con leggerezza persone e gruppi, ci si e' orientati tenendo fede alle sirene
mediatiche piu' che alla saggezza di chi vive il territorio nel quotidiano.
Sarebbe pero' un errore esiziale quello di sparare ad alzo zero su un movimento
che in questi anni ha compiuto passi da gigante. Occorre fare quadrato e
ripartire". Per questo Legambiente Calabria
raccoglie l'appello lanciato da Libera Piana: partecipare all'udienza contro
Saverio Mammoliti, che si terra' il prossimo 6 dicembre a Reggio Calabria, per difendere l'esperienza della Valle del
Marro. "Anche gli ambientalisti saranno come sempre al fianco della cooperativa
di Libera Terra della Piana di Gioia Tauro - dichiara Francesco Falcone,
presidente di Legambiente Calabria - piu' volte
vittima di attentati intimidatori da parte della 'ndrangheta. Quella fondata da
don Pino Demasi e' un simbolo vero e concreto dell'antimafia sociale, un esempio
di come si possono combattere le cosche non solo con le parole, ma anche e
soprattutto con i fatti, togliendo i patrimoni alle organizzazioni criminali e
dando lavoro ai giovani del territorio".(
valore della speranza di cui sono portatrici". E' quanto scritto in una nota
Legambiente della Calabria dopo l'inchiesta della
Dda di Catanzaro che ha portato agli arresti domiciliari l'ex sindaco di Isola
Capo Rizzuto, Carolina Girasole. "Non resta che confidare - prosegue la nota -
nel lavoro della magistratura, per fare definitiva chiarezza sull'operato
dell'ex sindaco di Isola Capo Rizzuto. Comunque si concluda il procedimento che
la vede coinvolta, resta l'amarezza. La reazione della Calabria onesta, dell'antimafia calabrese non deve subire
arretramenti. Un movimento - quello dell'antimafia - di cui la Girasole ha fatto
parte insieme a tanti sindaci e tante sindache, riscuotendo apprezzamenti e
sostegno anche dagli ambientalisti". "Un'ombra inquietante - aggiunge
Legambiente - sovrasta adesso l'operato di quella esperienza politica, di
lavoro, di fatica e di impegno contro la 'ndrangheta e in difesa dei diritti dei
cittadini. E' inutile minimizzare, sono stati commessi degli errori, valutate
con leggerezza persone e gruppi, ci si e' orientati tenendo fede alle sirene
mediatiche piu' che alla saggezza di chi vive il territorio nel quotidiano.
Sarebbe pero' un errore esiziale quello di sparare ad alzo zero su un movimento
che in questi anni ha compiuto passi da gigante. Occorre fare quadrato e
ripartire". Per questo Legambiente Calabria
raccoglie l'appello lanciato da Libera Piana: partecipare all'udienza contro
Saverio Mammoliti, che si terra' il prossimo 6 dicembre a Reggio Calabria, per difendere l'esperienza della Valle del
Marro. "Anche gli ambientalisti saranno come sempre al fianco della cooperativa
di Libera Terra della Piana di Gioia Tauro - dichiara Francesco Falcone,
presidente di Legambiente Calabria - piu' volte
vittima di attentati intimidatori da parte della 'ndrangheta. Quella fondata da
don Pino Demasi e' un simbolo vero e concreto dell'antimafia sociale, un esempio
di come si possono combattere le cosche non solo con le parole, ma anche e
soprattutto con i fatti, togliendo i patrimoni alle organizzazioni criminali e
dando lavoro ai giovani del territorio".(