Riceviamo e pubblichiamo:
La Commissione Nazionale per il Congresso ha deciso di non decidere
RIMEDIO PEGGIORE DEL MALE - SITUAZIONE INTOLLERABILE E PARADOSSALE
Facendo venire meno quanto contemplato dallo stesso Regolamento nazionale congressuale la Commissione Nazionale per il Congresso, che avrebbe dovuto ispirarsi “ nello svolgimento dei suoi lavori e nelle decisioni che assume al principio della ricerca del più ampio consenso”, si è trincerata in una decisione bizantina che, con soli 6 voti favorevoli,3 contrari e ben 7 astenuti, introduce ulteriori elementi di destabilizzazione e di incertezza proprio perché non c’è stata e non poteva esserci una decisione tanto debole sul piano politico e formale quanto improduttiva sul piano pratico visto che è stata chiamata in causa la Commissione Nazionale di Garanzia che dovrà pronunciarsi, in via d’urgenza, sulla “validazione finale dei risultati a seguito dell’esame dei fatti prodotti sotto il profilo etico statutario e delle eventuali misure da adottarsi”.
Peraltro la stessa “famigerata” delibera n. 13 della Commissione regionale per il Congresso,assunta a maggioranza ed in condizioni di precarietà permanente,si presta a mille interpretazioni anche in ragione della reinclusione dei risultati delle assemblee di circolo che, a quanto è dato conoscere dagli atti ufficiali, non hanno sortito alcun “ricalcolo” proprio da parte della Commissione regionale per il Congresso che si è limitata,senza alcuna istruttoria di merito, ad una decisione chiaramente irrituale e non certamente neutra e, senza tema di smentita,ad alcun riconteggio numerico in ordine all’esito definitivo ed elettorale del Congresso provinciale.
Noi pensiamo che la Commissione Nazionale di Garanzia,presieduta da una personalità di sicuro prestigio come Luigi Berlinguer,saprà serenamente applicare i contenuti del Regolamento Congressuale Nazionale e fornire ulteriori ed utili elementi che consentano un approdo sereno e non improvvisato e temerario dell’intera vicenda che,alla vigilia delle Primarie,è da considerarsi francamente paradossale e non foriera di positivi orizzonti.
Per il momento ed al fine di far conoscere le nostre ragioni a tutti i militanti,gli iscritti ,i dirigenti e gli Amministratori locali del Pd ed alla stessa pubblica opinione che riteniamo di rendere noto il contenuto della nostra ultima memoria formale indirizzata alla Commissione Nazionale per il Congresso e nella quale chiaramente si potranno comprendere le reali e trasparenti motivazioni che hanno ispirato la nostra responsabile condotta e che continueremo a far valere in tutte le sedi possibili.
AZIONE DEMOCRATICA per il PD nella provincia di Catanzaro
TESTO INTEGRALE INVIATO ALLA COMMISSIONE NAZIONALE PER IL CONGRESSO
Ai Sigg.ri Componenti della Commissione Nazionale per il Congresso
LORO SEDI
Catanzaro, 1 dicembre 2013
OGGETTO: Congresso provinciale di Catanzaro.
In considerazione dei rinvii della decisione riguardante il merito dei ricorsi inerenti la celebrazione del Congresso provinciale di Catanzaro ed al fine di offrire – in via conclusiva e definitiva – una chiara posizione che riassuma – in termini di assoluta obiettività l’intera vicenda – che riteniamo – come soggetti che hanno candidato Domenico Giampà alla segreteria provinciale con un accordo politico preventivo con Francesco Muraca,candidato anch’egli alla segreteria provinciale - di riassumerVi per come di seguito.
L’intero procedimento elettorale – nella sua ovvia e naturale terzietà – è stato vulnerato alla radice da tre insuperabili elementi di fatto ricompresi negli atti a Vostra conoscenza e riguardanti:
1.Utilizzazione non uniforme delle schede elettorali nelle assemblee di Circolo.
Il modello di scheda – predisposto correttamente – conteneva i tre spazi per i candidati alla segreteria provinciale. Nelle singole assemblee di Circolo – al contrario e senza alcuna autorizzazione - non è stata predisposta – per come dovuto ed indicato chiaramente dal regolamento congressuale della Calabria – articolo 4 comma 1 - la scheda con i nomi di tutti i candidati alla segreteria provinciale con una invalicabile ed irrimediabile lesione del diritto del candidato/segretario ad essere votato e dello stesso diritto di ogni Iscritto a votare su uno dei tre candidati alla segreteria. Tale condizione – occorre ribadirlo con forza e per dovere di obiettività – si verifica non solo nelle assemblee oggetto di provvedimento di annullamento da parte della Commissione provinciale per il Congresso laddove solo il candidato Bruno è presente sulla scheda con una chiara illegittimità del regolamento congressuale che prevede la votazione sui candidati alla segreteria provinciale ed anche sui componenti da eleggere nei circoli all’assemblea provinciale ma anche in altre Assemblee di Circolo dove nella scheda erano presenti solo due dei candidati alla segreteria provinciale. E’ di palmare evidenza che – trattandosi – entrambe - di circostanze riguardanti oltre l’ 80% delle assemblee di circolo – risulta chiaramente compromessa la trasparenza,terzietà,universalità del procedimento elettorale che non può che essere uniforme in tutte - ripetiamo tutte – le assemblee di circolo senza alcuna eccezione e senza compressione alcuna del diritto/dovere di eleggere e di essere eletto. Anche in via analogica con i normali procedimenti elettorali,per qualsiasi tipo di competizione elettorale, questa condizione è palesemente da considerarsi invalicabile ed insuperabile e pregiudica ogni altro percorso che punti ad improponibili “sanatorie” anche parziali!
2.Voto nei circoli di iscritti non residenti nel circolo territoriale.
Il secondo riguarda il voto di alcuni iscritti in Comune diverso da quello di residenza o in cui esercitavano la propria attività.
Anche questa violazione è irriducibile e non comprimibile perché vìola la legittimità della platea congressuale ed è in chiaro contrasto con le chiarissime norme a riguardo dello Statuto Nazionale e Regionale - dello stesso Regolamento nazionale per il tesseramento - della Vostra deliberazione n. 19 e di quella – analoga - della Commissione provinciale per il Congresso e notificata ai Segretari di Circolo ed in Vostro possesso; tanto più insuperabile perché esiste norma che richiede la necessità di una dichiarazione al momento dell'iscrizione se si intendono esercitare i diritti derivanti dall'adesione in località diversa da quella di residenza (facoltà che ovviamente non era stata esercitata).
Anche in questo secondo caso – e sono stati prodotti in atti finanche i certificati di residenza degli iscritti che hanno votato illegalmente in alcune assemblee – il procedimento elettorale è stato leso da una violazione che non consente di essere né ignorata né sanata in alcun modo.
3.Celebrazione arbitraria di assemblee di circolo.
Questa circostanza – resa aggravante da una chiara premeditazione orientata al “broglio” preventivo – integra ed aggrava le precedenti motivazioni in considerazione che la celebrazione di qualsivoglia assemblea congressuale senza la dovuta ed obbligatoria “intesa” – coma si evince inoppugnabilmente dall’ art. 4 comma 1 del regolamento congressuale della Calabria – con la Commissione provinciale per il Congresso alla quale – per effetto diretto e conseguente – è stata impedito di provvedere anche alla conseguente “alla nomina di un garante” comporta l’impossibilità di verificare in radice trasparenza e rispetto delle regole congressuali minando le più elementari norme che possono consentire un ordinato e chiaro e visibile procedimento elettorale congressuale.
4.Violazione norme sul Tesseramento.
E’ stata impedita – in questo caso – l’adesione al PD di richiedenti opponendo un netto ed ingiustificato rifiuto ai rappresentanti della Commissione provinciale per il Congresso – si badi:di tutti e tre i candidati segretari – di poter procedere alle operazioni di adesione addirittura preventive alla celebrazione delle assemblee congressuali di circolo (circolo di Pontegrande di Catanzaro, di Materdomini/Gagliano di Catanzaro) in questo minando un diritto che non poteva – in alcun caso - essere minimamente compresso e che doveva essere rispettato finanche “durante le operazioni di voto” anche in questo caso chiaramente violato.
5.Ulteriori ed aggiuntive gravi violazioni ed irregolarità.
In riferimento all’annullamento delle assemblee congressuali di:
Pianopoli: la Commissione provinciale per il Congresso ha annullato le risultanze congressuali non solo per il numero abnorme di iscritti e di votanti ma anche – e soprattutto - per un dato formale ed obiettivo e cioè che anche i tesserati con una attività lavorativa avevamo versato per la tessera soltanto 5 euro, minando radicalmente le chiare indicazioni nazionali in merito che portano,come Vi è noto, anche alla conseguenza del naturale e dovuto annullamento delle assemblee congressuali;Decollatura:la scheda è stata compilata senza nomi;Argusto: avere sbarrato una delle tre caselle ad Argusto;Falerna: Assemblea congressuale aperta il venerdì e continuata fino alla domenica;Catanzaro Lido: l'elezione di un delegato appartenente ad una lista concorrente alle Comunali a Catanzaro Lido;Vallefiorita: la comunicazione dell'elenco dei votanti di Vallefiorita alla Commissione Provinciale via mail e solo nel momento di esame della riunione e su sollecitazione della Commissione.
6.Violazioni continuate da parte della Commissione regionale per il Congresso.
Come a Vostra conoscenza la Commissione regionale per il Congresso ha violato costantemente non solo le norme riguardanti i tempi di pronuncia – 24 ore - sui ricorsi avverso le deliberazioni della Commissione provinciale per il Congresso per come avvenuto per ricorso Giampà su assemblea di Falerna – mai esaminato e mai deciso – ma anche sui tempi di verifica della deliberazione conclusiva della Commissione provinciale per il Congresso (esame avviato il 9 novembre e concluso addirittura con doppia deliberazione soltanto il 18 novembre u.s.!!!).
Ancor più gravemente NON HA MAI esaminato il merito delle violazioni di cui ai punti 1,2,3,4 della presente memoria che il cui esame – da sole – avrebbero consentito una rapida e chiara soluzione in termini di terzietà ed obiettività assoluta delle questioni rilevantissime poste all’attenzione della Commissione stessa; peraltro questa condotta – unita anche ad un incredibile diniego di copie dei ricorsi a componenti della Commissione stessa – introduce un chiaro “condizionamento politico” che abbiamo il dovere di esprimere a tutti Voi ritenendo le azioni e le iniziative nonché le stesse determinazione della Commissione regionale per il Congresso fortemente indirizzate ad soluzioni precostituite e di chiaro orientamento che- tuttavia – ledono il principio non solo “del largo consenso” al quale la stessa deve ispirarsi ma anche fanno venir meno quella obbligata terzietà che rappresenta la funzione prima ed ultima della Commissione stessa.
Per tutte queste motivazioni Vi comunichiamo che:
- A) in presenza di decisioni “politiche” ovvero senza una chiara e puntuale verifica su quanto esposto ai punti 1,2,3,4 della presente memoria che sono violazioni ed illegittimità gravi,insuperabili ed insanabili riguardando – come già detto – la quasi totalità delle assemblee congressuali non esiteremo – a tutela della dignità ed integrità morale del PD,dei nostri iscritti,dei nostri dirigenti e militanti,dei nostri Amministratori – ad adire tutte le sedi giurisdizionali – nessuna esclusa – per impedire una lesione tanto arrogante quanto macroscopica di diritti incomprimibili ed in presenza di violazioni inoppugnabili.
- B) in ogni caso non saranno tollerati – in alcun modo – interventi sostitutivi e/o surrogatori – non previsti dai regolamenti congressuali - della Commissione regionale per il Congresso chiaramente inadeguata e non imparziale per come già chiaramente emerso in ogni fase della vicenda congressuale e tanto più che l’eventuale illegittimo accoglimento dei ricorsi del candidato/segretario Bruno non determinerebbe – per effetto numerico e regolamentare – né la sua vittoria né lo stravolgimento dei risultati già acquisiti direttamente nelle assemblee di circolo.
- C) non esiteremo - in presenza di improbabili e clamorose decisioni di cui al precedente punto A) a dare seguito – e senza indugio – alla già avvenuta elezione – per effetto delle determinazioni della Commissione provinciale per il Congresso - di Francesco Muraca e Domenico Giampà rispettivamente alla carica di Presidente dell’assemblea provinciale e Segretario provinciale.
- D) chiederemo – fin d’ora – e prima delle Primarie del prossimo 8 dicembre – un incontro al nuovo Segretario Nazionale del Partito per un necessario e dovuto chiarimento sulla condizione di reale agibilità del PD della provincia di Catanzaro sul quale pesano ancora irrisolte gravi questioni che non possono condizionare – in nessun caso – il necessario e trasparente percorso di ricostruzione.