Ieri, in un noto hotel della città, è stata scritta la pagina più buia e oscurantista della breve vita del Pd catanzarese. Già ai primi vagiti, quando oltre tre milioni scelsero segretario Veltroni, questo neonato era stato affidato alle cure di un sempreterno personaggio che nel 2008, con Lui candidato a presidente, ci ha portati alla disfatta alla provincia. Nel 2009 il congresso provinciale elegge una assemblea di settecento persone(manuale cencelli) con a segretario un bel “sopramobile”, opera Loieriana, che insieme alla sua segreteria ha fallito su tutto portando la città di Catanzaro a concedere a Scopelliti, nel 2010, la più alta percentuale di consensi in Calabria. Quella segretaria e la sua segreteria sono stati spazzati via dal primo commissario, per manifesta incapacità politica. Di quella breve e grigia gestione nessuno conosce i bilanci perchè mai messi a disposizione, non solo degli iscritti, ma neanche delle commissioni dei garanti. Oggi siamo all’epilogo di una storia che avrebbe dovuto avere una diversa conclusione per il semplice fatto che gli iscritti, quelli veri e quelli all’occorrenza, gli elettori e finanche i calabresi che hanno votato o non hanno mai votato il Pd, avrebbero meritato. I tesseramenti dal 2009 ad oggi sono a dir poco scandalosi. Per limitarsi ad un solo circolo, quello nel quale il sottoscritto è componente del direttivo, ed il vice presidente del consiglio regionale è detentore della maggioranza delle tessere, ha questa scansione. Nel 2009, anno di congresso 318 iscritti, 2010 e 2011 circa 60 iscritti. Nel 2012, anno in cui D’Attorre “proclama” la convocazione dei congressi, poi ritirati, 168 iscritti, quest’anno gli iscritti sono stati 292. Di questi, hanno votato circa il 90% per il segretario provinciale e circa il 40% alle primarie per il segretario nazionale. Un tesseramento a dir poco schizofrenico, o come penso e sono convinto, richiesto a persone che hanno il solo problema del bisogno, ed una partecipazione al voto molto interessata. La pagina buia è scritta sulle regole che sono state proditoriamente manipolate da due personaggi in cerca d’autore. Uno a capo della commissione regionale per il congresso e l’altro a capo della commissione regionale di garanzia, pagati con i miei soldi e messi lì a fare gli arbitri. Invece sono scesi in campo a difesa di chi secondo loro potrà meglio garantirli in futuro, facendo strage di qualsiasi regola perchè palesemente e a più riprese hanno fatto di tutto per vanificare un atto democratico come le primarie, che per loro incapacità ha prodotto questa guerra di tutti contro tutti. Bastava che da garanti si incaricassero di produrre schede idonee per l’elezione del segretario provinciale. Invece le hanno lasciate in bianco perchè preoccupati che anche nei circoli dove hanno alterato le iscrizioni, potesse esserci qualche elettore che avrebbe votato un altro candidato che non fosse il loro. Hanno finanche tentato, non riuscendoci, a manipolare le designazioni dei presidenti di seggio. Un detto calabrese dice “chiamo tata chi va a letto con mamma”. Oggi, dopo la indegna ritirata di D’Attorre, che da mesi non scende in Calabria, non ne hanno uno solo “tata” bensì due, visto che sembra che questo nuovo gruppo dirigente nazionale abbia affidato la Calabria al duo Magorno-Principe. Ma la cosa più scandalosa, per un Pd che ha fatto della legalità, del rispetto delle regole e della trasparenza dei comportamenti dei suoi gruppi dirigenti il fondamento della sua missione, è il tentativo, perchè di questo si tratta, di eleggere a segretario provinciale un condannato in primo grado ad un anno per truffa ai danni della provincia mentre era capo gruppo del Pd. Penso all’imbarazzo nel quale si troverebbero ad essere i compagni di Sel ed Idv e gli amici e compagni delle associazioni e dei movimenti con i quali dovremo costruire il progetto di governo della Calabria e delle città e comuni che andranno al voto, quando si dovrebbe parlere di legalità. Possono stare tranquilli, lo impediremo anche attraverso la Magistratura. Del Faraone, che parla e dice che non è qui per legittimare il congresso, è meglio stendere un velo pietoso. Come prima uscita non c’è che dire. Se questo è il nuovo, a ridatemi baffone.
Antonio Tarantino
Direttivo circolo Catanzaro Lido