RC. Politica culturale, Belmonte: a Reggio disfacimento e sperpero di risorse

RC. Politica culturale, Belmonte: a Reggio disfacimento e sperpero di risorse
Riceviamo e pubblichiamo:
 
Sul disfacimento delle risorse sui beni culturali e lo sperpero di risorse e di immagine, Giovanni Belmonte del Meetup 162 del M5S Reggio, attacca “é vergognoso, il Governatore Scopelliti re-inaugura il Museo della Magna Grecia insieme al ministro Bray dopo una battaglia sconcertante di cui rivendica i meriti sulla bocciatura del precedente piano di rifacimento di piazza De Nava e del Museo che lui aveva appoggiato da sindaco”. A Reggio, oggi vige la desertificazione gestionale, politica, sociale, umana, con centri e fabbricati abbandonati che potrebbero essere riutilizzati per attività sociali e di quartiere, a Ravagnese e Catona immerse nelle fogne come ad Archi, il punto più dolente dell’intera città, un quartiere abbandonato a se stesso. Belmonte rileva, “della giunta Scopelliti c’è rimasto il ricordo delle escort che venivano a sottrarre ai cittadini, centinaia di migliaia di euro. Oggi andate a Gallico, sugli scogli, quei pescatori stanno lì, come a Bocale a pescare non per divertimento, ma per fame. Tutte cose che né Scopelliti, il suo staff in carriera, solo gruppettari, ‘tutti figli di’ o ‘amici di’, finiti tutti in consigli di amministrazione, in uffici stampa, addirittura quello regionale non riconosciuto dal sindacato dei giornalisti, tutti a caccia di consulenze o in Rai (marito e moglie giornalisti nella testata maggiore, per non parlare dei baci dell’ex miss Italia calabrese) ha mai voluto vedere”. Il Governatore non si é mai accorto (sperando che siano veri e non già ‘trasformati’ in falsi), dice Belmonte, delle due tavolette di Antonello da Messina, delle tele di Preti, mai valorizzati i pittori reggini, rinchiusi nella clausura della pinacoteca civica. “E adesso tutti parlano di cultura”, dice Belmonte, “il movimento 5 Stelle sente che la gente invece parla di mangiognia generale, diffusa e generalizzata, testimoniata dal buco al Comune. Piangiamo la Calabria Film Commissione e il Reggio Film festival. Migliaia, milioni di euro, intorno a un romano che sparla della città e del Governatore che gli ha rilanciato la sua casa di produzione o di quegli ‘straordinari artisti calabresi’ (sigh ?) dalla fama di esperti (sigh?) che hanno raccolto contributi europei, nazionali, regionali, locali”. Belmonte ricorda gli attacchi dei consiglieri della sinistra, in consiglio comunale e sui giornali, ai soldi dati per passerelle al Reggio Film festival, una singola edizione costata anche diverse centinaia di migliaia di euro. Risultati per la città ? Chi li ha visti ? Beh forse nella politica strategica delle escort andavano bene anche loro; nello sfascio delle casse comunali, sciolto per mafia invece che per dissesto (tra l’altro la proroga dei commissari prefettizi rafforza l’idea della presenza di infiltrazioni mafiose, al di là dei processi e dei lavoratori di Multiservizi e Leonia rimasti senza pane). Belmonte non ci sta, “paghiamo tasse per servizi che non ci vengono forniti e c’era gente che brindava forse anche con champagne, ostriche e calze di seta nera”. Una storia di gaffe e soldi finiti chissà dove. “Chiedete ai proprietari dei bed & breakfast reggini, anche quelli proprio accanto al teatro Cilea, tutti con i decreti ingiuntivi per conti mai pagati. Qualcuno ricorda che mentre un dirigente, (un “manager” ?) insisteva al telefono dalla sede della Commission (aveva chiamato la segretaria) per avere altre camere, nonostante non avesse pagato i debiti (vedere decreti ingiuntivi), qualcuno sghignazzava (l’amministratore ? Totò ? Chi ?) suggerendo di chiedere ad altri bed & breakfast, probabilmente ‘più ingenui’”. Turismo ? La Calabria Film Commission e il Reggio Film Festival ha agevolato il turismo ? Andate  a guardare i decreti ingiuntivi degli operatori turistici. E accanto alla prima beffa, la seconda gli albergatori adesso devono aspettare la causa, mentre il Comune, per legge, deve pagare tutti gli altri. Una storia chiamiamola di gaffe, come la denuncia sul web del 30 giugno 2011 di Slide italia, “dopo relazioni intercorse con personalità appartenenti direttamente e/o indirettamente con la Film Commission Calabria, quali Michele Geria, Pasquale Arnone e  Pasquale Gallo, Slide ha organizzato nel giugno 2011 una commissione cinema, per l'elezione di una fascia SLIDE per il CINEMA durante l'evento di bellezza Miss Universo 2011 tenutosi ad Ischia ( 30 giugno 2011)”. durante i casting, i medesimi si sono impegnati a far partecipare la MISS eletta, a produzioni da realizzarsi intorno a settembre/ottobre 2011. Devis Paganelli ( organizzatore della commissione) ha definito in forma scritta con il produttore MATTEO LEVI e con la Publiglobe ( rappresentata sull'impegnativa dall'Amm. Avv. Diana Rulli e dal Direttore di Produzione Dr. Antonio De Rosa)    accordi che avrebbero dovuto garantire, la partecipazione della ragazza eletta Ludovica Iervolino, a future produzioni cinematografiche (copia della missiva d'impegno sotto riportata). Dopo continui solleciti, sia Michele Geria, sia il Sig. Pasquale Gallo (quest'ultimo avrebbe presenziato  alle selezioni, a quanto sembra quale referente legale della Film Commission in nome e per conto del Dott. Gianluca Curti), non solo non è stato organizzata alcuna produzione, ma ad oggi le persone da noi contattate, hanno mai dato informazioni certe sulle reali date in calendario per le produzioni ventilate, risultando quindi ad oggi ancora una completa incognita su come e per quando, verranno adempiuti gli impegni sottoscritti”. Sarà stato un contrattempo. Sarà stato un caso. Intanto arrivano contributi a non finire. Alla seconda edizione del Festival cinematografico della Calabria, Geria sosteneva che Il Festival è costato un milione di euro, più o meno, fondi comunitari che residuavano nel piano triennale della programmazione POR FESR. “Peccato”, dice Belmonte, “che adesso le casse siano vuote. Se si vogliono produrre film bisognerà necessariamente bussare alle porte della Regione e degli Enti. “Il sud è niente”, girato a Gebbione è costato alla Calabria Film Commission, a detta di Geria, solo 50 mila euro, ed è stato già stato visto a Toronto, Torino, Roma, adesso in Calabria e dal 5 Dicembre in tutte le sale italiane. “Sarà vero”, dice Belmonte, “ma a parte i bed & breakfast, cosa ha prodotto per la città. E dall’altra parte”, aggiunge Belmonte, “ingenuità, gaffe, inappropriatezze pagate con le tasse della gente che chiedeva strutture, servizi, occupazione. Loro giravano da un festival all’altro, probabilmente da un albergo all’altro o da un bed & breakfast all’altro”. Il 17 Luglio 2012, è lo stesso Michele Geria, Production Manager della Calabria Film Commission a lamentare attacchi da alcune testate giornalistiche e da un social network e si difendeva dicendo che errano attacchi gratuiti e addirittura offese (Geria rivendicava di essere stato definito pubblicamente con l’appellativo da "losco figuro") “solo”, diceva Geria, “ per aver espresso un voto per un filmaker reggino e il suo corto “38 gradi”, nelle vesti di giurato alla trasmissione "Tutto in 48 ore" svoltasi a Reggio Calabria l'8 luglio e messa in onda su Rai 5 il16 luglio, evento che fortemente ho voluto si potesse realizzare in Calabria. Nel suo corto  ha espresso un leitmotiv sottile e fortemente sociale, che a quanto pare, che in pochissimi hanno colto. Di questo ne sono orgogliosamente soddisfatto”.  Per questo Belmonte conclude, “appunto basta, tutti a casa il polo reggino e  calabrese e il Movimento 5 Stelle vi dice adesso tutti a casa”.