Reggio città turistica: l'analisi del Prof. Giuseppe Cantarella

Reggio città turistica: l'analisi del Prof. Giuseppe Cantarella
Riceviamo e pubblichiamo:
 

La recente inaugurazione – parziale – del Museo Archeologico di Reggio Calabria, giustamente ribattezzato “Nuovo” , e la rinnovata possibilità di ammirare quelle che, senza dubbio, sono le statue di bronzo più belle del mondo,
questi eventi hanno riacceso il dibattito intorno alle possibilità di sviluppare, a Reggio Calabria, forme significative di attività turistica.
Si è parlato di Reggio città turistica.
Cominciamo con il precisare che, in base all’esperienza pratica osservabile in campo internazionale, ma anche in dottrina, il concetto di città turistica (in analogia al concetto di regione turistica, cfr: G. Cantarella, La visione del turismo in Giuseppe Polimeni, su: Calabria Sconosciuta n. 125 – 126, Gennaio – Giugno 2010) è da assegnare a quella città od a quell’area urbana in cui il turismo sia il principale fattore di organizzazione del territorio, circostanza rilevabile attraverso l’attività dell’ente di governo e dalle prescrizioni del Piano Strategico Comunale (quello che un tempo veniva chiamato Piano Regolatore), ed al contempo sia la principale attività economica presente sul territorio, circostanza misurabile attraverso le statistiche relative alla quota di PIL proveniente dal settore e dalla quota di lavoratori addetti occupati nel medesimo settore. Inoltre, è evidente che una città turistica dovrebbe consentire al forestiero di potervi effettuare almeno un week end, od un ponte lungo, attraverso un’offerta turistica adeguata che consenta lo svolgimento di itinerari soddisfacenti.
Ora, non ci pare che nessuna delle tre condizioni ora elencate si possano rinvenire a Reggio Calabria. Per cui, potremmo dire che Reggio Calabria allo stato attuale non è una città turistica, ma è certamente una città ad elevato potenziale turistico, per le considerazioni che esporremo più avanti.
Sempre in analogia a quanto abbiamo già scritto in relazione al concetto di regione turistica, il potenziale turistico di una città è determinato dalla combinazione di due fattori:
i fattori antropici, cui appartengono tutte le opere realizzate dall’Uomo nel corso della Storia (musei, monumenti, chiese, opere d’arte, scavi archeologici, …);
i fattori ambientali, che comprendono tutte quelle bellezze naturali che costituiscono attrattiva per il turista (il clima, le spiagge, la montagna, il panorama, …).
Ci sembra che, per quanto riguarda il potenziale turistico, la città di Reggio Calabria abbia un notevole potenziale turistico, sia in termini fattori antropici (in cui spiccano senza ombra di dubbio i Bronzi di Riace, ma dove dobbiamo considerare gli scavi archeologici del Lungomare, le opere d’arte della Pinacoteca civica e del Duomo, fino ad arrivare alle chiese di Sbarre: San Pietro, dell’800, e più ancora, la Graziella, del ‘600); sia in termini di fattori ambientali, con un clima meraviglioso che presenta una lunga stagione estiva che va dalla fine di Aprile (ponte San Giorgio – 25 Aprile – 1° Maggio) all’inizio di Settembre (festività patronali – inizio dell’anno scolastico), presenza di un litorale con spiagge che consentano la balneazione, un panorama fra i più belli del mondo con la vista dello Stretto di Messina, l’Etna, …

Il potenziale turistico che si riscontra a Reggio Calabria consente di poter pianificare attività turistica tutto l’anno: nel periodo estivo, il turismo balneare; durante tutto l’anno il turismo culturale. Le condizioni climatiche favorevoli potrebbero favorire, inoltre, un turismo di tipo congressuale, anche nel periodo di bassa stagione da Ottobre fino a Marzo.
Il potenziale turistico ora tratteggiato va adeguatamente valorizzato con una efficace organizzazione turistica. Sono elementi imprescindibili:
le vie di comunicazione;
le opere di valorizzazione del territorio;
la ricettività;
la professionalità degli operatori;
un’adeguata pubblicità.
Esaminiamo la situazione che riguarda la città di Reggio Calabria.
Vie di comunicazione. Da una ventina di anni a questa parte, da quando cioè si è avviata la deregulation, sempre più turisti usano l’aeroplano per le proprie vacanze, e particolarmente in modalità charter. Un fattore imprescindibile, quindi, per lo sviluppo turistico di Reggio Calabria è il potenziamento dei voli, nazionali ed internazionali, e l’apertura dell’aeroporto ai voli charter. Rimane di vitale importanza, inoltre, una adeguata rete di collegamenti stradali (autostrada: al Meridione manca totalmente l’autostrada a tre corsie, strade statali, fino alle capillari strade di interesse locale) e ferroviari, per cui la mancanza dell’Alta Velocità nelle regioni meridionali è un elevato fattore di ostacolo al turismo. Un discorso a parte meriterebbe lo sviluppo del turismo crocieristico, sia quello direttamente intercettabile dal porto di Reggio Calabria, sia quello da intercettare a Messina con escursioni di mezza giornata per una veloce visita ai Bronzi, attraverso un collegamento navale diretto.
Ricettività. Con il termine ricettività si intende l’insieme delle strutture, realizzate da imprenditori privati, che rendano possibile e gradevole il soggiorno del turista in una determinata località od all’interno di una certa regione turistica. La ricettività è grossolanamente misurabile in termini di numero di posti letto, e da questo punto di vista le statistiche, facilmente consultabili sul sito www.istat.it , ci forniscono un quadro assolutamente insufficiente per quanto riguarda la nostra città, con cifre inferiori di sette – otto volte rispetto a quelle riscontrabili nelle migliori realtà turistiche italiane, in Veneto, in Toscana, in Emilia – Romagna, in Trentino Alto Adige. E’ necessario, quindi, invogliare gli imprenditori a costruire nuovi alberghi, ed in particolare della categoria tre stelle o due stelle Super, che è quella preferita dal turista. In una città è possibile e doveroso incentivare i bed and breakfast. Per quano riguarda, invece, tutto quello che rende gradevole il soggiorno del turista, è necessario rivedere il settore della ristorazione, che a Reggio Calabria si è fortemente squilibrati in questi ultimi anni verso la formula del take away , ignorando quasi totalmente la modalità della ristorazione della classica trattoria, modello città di Roma.

Opere di valorizzazione del territorio. Queste opere, che spettano essenzialmente agli organi di governo, ma che passano anche attraverso il senso civico di ogni cittadino, consistono essenzialmente in:
depurazione delle acque, a Reggio Calabria laddove si voglia sviluppare il turismo balneare, è imprescindibile il corretto funzionamento dei depuratori per rendere balneabile l’acqua. Serve, inoltre, un corretto piano di gestione delle spiagge, sia per disciplinare in maniera adeguata la concessione e la costituzione delle strutture private, sia per quanto riguarda l’eventuale protezione di tratti di litorale in arretramento ed il conseguente ripascimento del litorale stesso, sia per quanto riguarda la accurata pulizia dei litorali;
nettezza urbana, la città deve presentarsi pulita al turista, da questo punto di vista Reggio Calabria è messa veramente molto male, con la presenza degli indecenti e maleodoranti cassonetti di raccolta dell’indifferenziato, che determinano sovente la formazione di mini – discariche, soprattutto in quelle zone della città erroneamente considerate “periferia” e che, al contrario, presentano un elevato potenziale turistico (Sbarre); è praticamente assente l’attività di raccolta differenziata; è praticamente assente l’attività di pulizia e spazzamento dei marciapiedi e dei bordi strada;
circolazione stradale, la città si deve presentare ordinata, Reggio Calabria presenta un’immagine di città caotica e disordinata, con atteggiamenti anarchici: in alcune strade del centro la sosta in doppia fila, o con le ruote sul marciapiede, è diventata la regola (via Santa Caterina, Viale Amendola, Via De Nava, Viale Aldo Moro, Viale Europa, …), è necessaria un’efficace azione di contrasto da parte della Polizia Municipale a tolleranza zero, come avviene nei centri turistici più importanti d’Italia. Inoltre serve un’efficace azione di contrasto anche per quanto riguarda l’occupazione abusiva di spazi pubblici (strade, parcheggi e marciapiedi) da parte di privati, commercianti, artigiani.

Una adeguata professionalità degli operatori è condizione importante per il corretto svolgimento delle attività turistiche, e costituisce altresì un’ efficace forma di pubblicità.
A proposito di quest’ultimo aspetto, è necessario svolgere un’adeguata operazione di pubblicizzazione, attraverso la partecipazione alle fiere ed agli eventi specializzati a livello nazionale ed internazionale. Serve, inoltre, un’adeguata divulgazione dei fattori antropici presenti sul territorio, anche attraverso il coinvolgimento dell’Università e delle strutture scolastiche, fino ad arrivare ad una intelligente politica di utilizzazione dei mass – media, soprattutto la televisione, per la divulgazione di notizie riguardanti le attrattive antropiche (dai telegiornali ai documentari ai programmi di intrattenimento).


Condizione indispensabile per una corretta pianificazione delle attività che i vari soggetti interessati debbano svolgere, è la costituzione di un organismo unico (una “cabina di regia”) che abbia compiti di programmazione, pianificazione, controllo politico, organizzazione, supporto pubblicitario.


Prof. Giuseppe Cantarella
Geografia del Turismo
ITE “R. Piria” – Reggio Calabria