'Modello Reggio', meetup 162 M5S: ridateci i soldi

'Modello Reggio', meetup 162 M5S: ridateci i soldi

Riceviamo e pubblichiamo:

Il meetup 162 del Movimento 5 Stelle Reggio chiede nuovamente a tutti i membri e dirigenti delle giunte Scopelliti di restituire ai cittadini i soldi per servizi non erogati e ai commissari prefettizi di chiudere il Comune per dissesto finanziario. L’organizer Giovanni Belmonte del meetup 162 del Movimento 5 Stelle ricorda che adesso
anche il Pd si è svegliato tanto che l’esecutivo regionale denuncia “come abbiamo più volte evidenziato: la città di Reggio, i dipendenti comunali, i lavoratori delle società miste, le imprese ed i fornitori, stanno pagando un prezzo altissimo al “modello Scopelliti”, occorre agire per sostenere i reggini ed evitare che il virus intacchi irrimediabilmente la Calabria intera. Ci aspettiamo le scuse di Arena e di Scopelliti per i danni causati alla città di Reggio, in termini di immagine e di mala-amministrazione”.
“E invece no”, dice Belmonte, “noi non vogliamo le scuse, vogliamo indietro i soldi. Non solo quelli dell’architetto, che addirittura lavorava con la Camera di Commercio di Tunisi; rivogliamo i soldi, anche quelli transitati eventualmente per Malta, quelli non spesi per la spazzatura, quelli per le spese pazze nella sanità, quelli per gli
stipendi dei conduttori degli autobus, per l’acqua, per il mancato sostengo alla piccola e media impresa, per le scuole, per gli asili, per le biblioteche di quartiere, per i ‘baci’ alle escort” Belmonte chiede, “come mai tra i pochi progetti europei approvati, c’è quello del signor romano di Calabria Film Commission, ex amico decennale del Governatore, che dopo aver gestito la politica culturale e dello spettacolo, se ne va in giro per l’Italia a dire che Reggio è una città invivibile ? Come mai i fondi strutturali che dovevano servire per coprire il gap tra le zone depresse come la Calabria e il resto d’Europa non sono utilizzati ?
C’è una mafia che blocca i fondi europei per non conservare il potere politico economico in Calabria?
Come mai l’assessore regionale allo Sviluppo o alle Attività Produttive di una regione allo sbando si chiama Demi Arena, proprio come il sindaco della giunta comunale sciolta per mafia ? e che fine ha fatto il prefetto che ha lavorato allo scioglimento del Comune ?
Come mai quasi molti dirigenti regionali hanno villette e beni di lusso e molti altri sono ‘figli di’ ? Dove é l’anima di Reggio ? A chi la ha affittata il Governatore ?”.
Noi vogliamo un ‘modello Reggio’, un modello virtuoso per i cittadini, non il ‘modello Scopelliti’, quello dei soldi facili tirati via dalle tasche dei cittadini e finiti in un buco nero che si chiama ‘caso Fallara’ e ‘scioglimento per mafia del Comune di Reggio Calabria’.
Un buco maturato tra una tetta non della Minetti, ma di una escort di serie B o C, tra il 2006 al 2010, mentre la gente intontita dalle promesse ballava sul Lungomare.
Come grido di allarme, non era stata sufficiente la verifica contabile promossa dalla Ragioneria Generale dello Stato “sugli atti d'ufficio all'esito della quale era intervenuta la deliberazione d'approvazione del rendiconto 2011". A Reggio, gli intoccabili”, i ‘figli di’, dello staff del sindaco Governatore continuavano a ballare.
Poi la diffida della Corte dei Conti che ha portato alla’approvazione del rendiconto 2010 solo nel luglio 2012.
E intanto Gian Antonio Stella pubblicava la marea di nipoti e parenti, anche del sorridente e imperturbabile Nucera, che incassavano l’assunzione a fronte di loro coetanei, che di colpo si trovavano impoveriti, umiliati e offesi, dopo anni di studi e di pratica negli studi.
Chi paga per questo ? il Governatore, Nucera, gli altri amministratori, o vogliono farci credere che solo i loro figli hanno il gene dell’intelligenza, quell’intelligenza che finora alla regioen ha portato la disoccupazione ai livelli massimi e i servizi ai livelli minimi di tutto l’Occidente.
E intanto si ingrossavano le file mediatiche del Governatore, a dare squilli di trombe, a riempire di ‘persone figlie di’ e di ‘fidati tromboni’ le testate nazionali, la sua portavoce finisce a ‘Porta a Porta’ e il marito al Tg 1 e il Governatore passa da uno studio all’altro da “Rai International” a ’UnoMattina’. La sua protetta sbanca miss Italia, trasmissione che come il Comune di Reggio declina subito dopo.
Ma sul Lungomare si balla ancora. Il Vescovo interviene per evitare una spaccatura radicale, quando sindaco ad interim diventa Raffa. Fu l’ora più vicina ad una nuova faida. Il Governatore fa posto, suo malgrado, a Raffa alla Provincia e il fido Arena, come nella vecchia politica, a coprire i buchi al Comune.
Ma risulterebbero ancora "irregolarità ulteriori e gravi", tra questi l'inserimento, a bilancio chiuso, di 22 milioni di euro dagli emolumenti corrisposti indebitamente ai dipendenti comunali. E poi le società miste di colletti bianchi con figli di ex magistrati e persone legate alle cosche, come la Leonia, che doveva raccogliere e smaltire i rifiuti solidi urbani.
Altra orgia di assunzioni e investimenti. Perfino un fratello del Governatore si ritrova in un paesino del Comense, in un consiglio comunale indovinate come ? ‘sospettato di infiltrazioni mafiose’.
Per questo Belmonte insiste se il pd ha qualcosa da dire, chieda non le scuse, ma la restituzione ai cittadini dei denari che gli sono stati sottratti con le tasse, sottratti in disservizi e impiegati negli stipendi di figli, amici e nipoti, nei festini romani, scialacquati in signorine, cene, balli e nelle tantissime presentazioni romane di ‘eventi’ alla Casa del Cinema o al Comune o chissà dove altro, che hanno bollato Reggio per una città di parvenue, arricchiti chissà come. Da qui la leggenda del Governatore e del suo staff ‘intoccabile’ e le carriere rapide in società e istituzioni e
quella dei reggini ricchi e c… .