La comprensione della storia antica, anche attraverso i beni archeologici superstiti, (è) tanto utile quanto funzionale a far migliorare il tempo presente… scriveva Umberto Zanotti Bianco, ne “Le Ricerche Archeologiche in Calabria durante l’ultimo cinquantennio”.
Zanotti Bianco, cofondatore e primo presidente di Italia Nostra, era convinto che la conservazione dei monumenti e del paesaggio avrebbe rappresentato un sicuro fattore di sviluppo sociale e culturale.
La lungimirante visione zanottiana di una società moderna, impegnata nella divulgazione dell’istruzione e della cultura e nella tutela del patrimonio storico-artistico e paesaggistico, (sancita dall’articolo 9 della Costituzione Italiana), foriera di benessere economico, sociale, lo rende un autentico anticipatore dei tempi. Non è utopia-egli sosteneva- concretizzare i propri ideali e lottare per realizzare una società migliore.
Amaramente si constata che la preziosa eredità, culturale e morale di Zanotti, non è stata ancora
oggi raccolta, nella nostra città come altrove in Calabria, proprio nella terra da lui tanto amata e
per il cui riscatto sociale e morale ha profuso tante energie!
Il recente furto della testina di marmo di età romana rappresentante un fanciullo della famiglia
giulio-claudia, avvenuto nel centro storico di Crotone nelle settimane scorse, gli scavi clandestini
che continuano da anni a saccheggiare il patrimonio pubblico a beneficio di pochi ed a danno della
collettività, il furto dello stemma araldico del convento dei Cappuccini, la cementificazione che
avanza persino nel promontorio di Capo Colonna ed a Scifo-Campione, sono segnali di un
abbandono del patrimonio culturale assai preoccupante che va fermato
sia dalle Istituzionali preposte che dalle Forze dell’Ordine che dagli stessi cittadini, primi custodi
dei Beni Culturali del loro territorio.
La custodia del patrimonio storico-artistico-ambientale è un privilegio collettivo che vuole interpreti
numerosi ed orgogliosi, scriveva Zanotti.
Forse, dalle nostre parti pochi sono stati e sono questi “interpreti”, pochi si sono accorti di quale
privilegio sia stato ricevere in eredità un patrimonio di storia e di cultura, di arte e di natura.
Zanotti era convinto che… Se l’arte come la letteratura è la spirituale irradiazione di un popolo attraverso i secoli, nessun imperativo sociale potrà mai giustificare l’ottenebramento di questa gloriosa tradizione: risanare non significa distruggere.
Nel nostro territorio, più che a salvaguardare ed a tutelare, si è pensato a cementificare.
Più che ad aumentare la dotazione di verde pubblico ed a curarlo, si sono spesso abbandonate le
aree verdi nel degrado.
In altre città, anche meridionali, il patrimonio culturale, opportunamente custodito e
sapientemente fruito, ha portato sicuro benessere e ricchezza alle popolazioni,
richiamando ogni anno milioni di visitatori ed alimentando un circuito di economia diffusa, degna
di grande attenzione.
Saremo capaci di voltare finalmente pagina nel Nuovo Anno 2014?
Questo è l’auspicio e l’augurio di Italia Nostra e di tanti cittadini!
Crotone, 27 dicembre 2013
Teresa Liguori
Vicepresidente nazionale Italia Nostra