LA LETTERA. Cittadino di Reggio stanco e arrabbiato: stop tasse o più servizi

LA LETTERA. Cittadino di Reggio stanco e arrabbiato: stop tasse o più servizi
Riceviamo e pubblichiamo:
 

«Reggio Calabria è una città in declino».

È stato detto? È stato detto! «Reggio Calabria è una città senza lavoro».

È stato detto? È stato detto! «A Reggio Calabria non c’è una lira». È stato detto? È stato detto!

Di tutto e di più è stato detto su questa città, che negli ultimi anni ne ha subite di ogni. Dalle bombe piazzate un po’ qua e un po’ là all’onta dello scioglimento di Giunta e Consiglio comunali per contiguità con la ‘ndrangheta, la prima volta per una città capoluogo. Un triste primato. Ovviamente tralasciando il macrocontesto in cui Reggio è inserita: crisi, calo dei consumi, chiusura di aziende, disoccupazione, ecc., ecc., ecc. Per mettere una pezza in questa enorme falla, i nostri cari governi romani, sempre vicini alle esigenze degli italiani, come sappiamo, hanno deciso di mandarci i tre commissari prefettizi. Ma, come spesso accade, specie in Italia, la toppa è peggiore del buco. «Tranquilli! Rimetteremo i conti in ordine e faremo pulizia» avevano detto. Benissimo! Viva i commissari! Peccato solo che di pulizia non se n’è vista neanche l’ombra, con le tonnellate di rifiuti riverse in ogni quartiere, con le strade piene di buche manco fossimo ad Aleppo dopo un bombardamento e con tutti gli altri disservizi, dall’acqua (mai potabile, ci mancherebbe!) all’illuminazione pubblica ai trasporti. Come se non bastasse, recentemente i nostri tre Babbi Natale ci hanno portato in regalo il salato conto di Tares e Canone Acqua, mentre il Befano Peppe (Scopelliti) uno strepitoso aumento del costo di biglietti (la cui validità temporale è pure diminuita da 90 a 75 minuti) e abbonamenti Atam di addirittura il 30%, passando da 1 a 1,30 € per i primi e da 27 a 35 € per i secondi. Avremmo preferito il carbone! Già solo negli ultimi quattro giorni, l’autobus della linea 12 (Polo sanitario-Archi Gullina, per intenderci) ha saltato “puntualmente” la corsa delle 7.20, un orario cruciale per studenti e lavoratori che devono recarsi a scuola o sul posto di lavoro, provocando ai medesimi disagi di non poco conto, soprattutto per coloro i quali vivono nelle zone più periferiche, com’è appunto Via Gullina, costringendoli letteralmente a una corsa contro il tempo per arrivare puntuali a destinazione. 4 giorni su 4 dopo aver pagato 35 € di abbonamento per un servizio inesistente!!! E poi dicono che dobbiamo usare i mezzi pubblici per non ingolfare il centro! Quello stesso centro in cui occorre pagare gabelle esorbitanti per poter parcheggiare. Agli stessi prezzi, e anche meno, il Comune di Milano offre servizi assolutamente migliori, comprensivi di metropolitana e tram. Viste le dimensioni della città, visto che siamo sempre stati trattati da cittadini di serie b e visto che i nostri giovani hanno ricominciato a fuggire in massa verso il Nord o addirittura verso l’estero, non è che chiediamo pari servizi! Che ce ne facciamo di una metropolitana (ammesso che si possa fare) se nel giro di qualche anno qui non rimarrà più nessuno? Però le cose elementari come quelle sopra elencate… diamine, quelle sì! A quel prezzo per di più! Sarebbe giusto, no? E invece no! “Più tasse, meno servizi”. Questo è il motto dei nostri amministratori. Ma, a fronte di questo netto peggioramento delle generali condizioni dei reggini, specie in un momento quale quello attuale, in cui le casse non solo comunali, ma soprattutto delle famiglie sono vuote, come si fa a pretendere di aumentare le tasse? Come si fa a non istigare il popolo, con l’insofferenza che monta, a insorgere, in primis mediante lo sciopero fiscale, se non mediante atti addirittura più drastici e violenti? I nostri decisori non si rendono conto delle difficoltà in cui versa la popolazione? Non vedono che si tratta di una vera e propria vessazione? O è proprio quello che vogliono? Stiano attenti, però! La pazienza è davvero al limite. E lo scorso dicembre, alla manifestazione avvenuta a Piazza Italia per protestare contro la Tares, ne abbiamo avuto una prima avvisaglia. Basta poco per accendere la miccia.

Giuseppe Giordano, uno delle migliaia di cittadini stanchi e incazzati