"L'esperienza della cooperativa e' faticosa, ma porta a buoni risultati. Nessuna
e' perfetta, ma anche questa fragilita' e' parte del cammino. Bisogna appoggiare
la risposta cooperativistica perche' e' l'unico modo per salvare il Sud". Lo ha
detto l'arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. Giancarlo Maria Bregatini, ex
vescovo di Locri, a Catanzaro dove ha partecipato ad una conferenza stampa. Nel
corso dell'incontro si e' discusso dell'impegno di Bregantini nella
realizzazione della cooperativa 'Valle del Bonamico', che ha avuto, da parte del
Tar di Reggio Calabria, l'annullamento della
seconda interdittiva antimafia, da cui era stata colpita. "Magistrati, politici,
devono sostenere - ha aggiunto il presule - le realta' di crescita del
territorio. Non bisogna generalizzare, bisogna individuare le persone che creano
difficolta' e poi risolvere il problema. Questo vale per le cooperative, ma
anche per i Comuni e le amministrazioni. Davanti a due realta' superate, come le
interdittive, bisogna reagire in modo propositivo e non repressivo. Si individua
il nome e il cognome in modo selettivo, colpendo il singolo e non fermando il
lavoro di tutti. Solo cosi' si puo' creare la cultura e unire i singoli punti
positivi ottenuti sul territorio, con una linea. Ecco, quella linea culturale di
speranza, ancora non c'e'". Valorizzare la propria terra in un periodo di crisi,
"non e' facile - chiarisce il presidente della cooperativa "Valle del Bonamico",
Piero Schirripa -. Non si puo' pretendere che in un territorio logorato e ferito
dalla 'ndrangheta, della realta' nata proprio per combatterla, non facciano
parte persone che in vario modo sono legate ad essa. Noi, grazie al sostegno di
Bregantini, abbiamo preso 40 ettari di terra e l'abbiamo resa lavoro per tutti.
Le ferite del nostro territorio sono diventate la spinta per agire e lo Stato
non puo' fermare quella spinta".
e' perfetta, ma anche questa fragilita' e' parte del cammino. Bisogna appoggiare
la risposta cooperativistica perche' e' l'unico modo per salvare il Sud". Lo ha
detto l'arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. Giancarlo Maria Bregatini, ex
vescovo di Locri, a Catanzaro dove ha partecipato ad una conferenza stampa. Nel
corso dell'incontro si e' discusso dell'impegno di Bregantini nella
realizzazione della cooperativa 'Valle del Bonamico', che ha avuto, da parte del
Tar di Reggio Calabria, l'annullamento della
seconda interdittiva antimafia, da cui era stata colpita. "Magistrati, politici,
devono sostenere - ha aggiunto il presule - le realta' di crescita del
territorio. Non bisogna generalizzare, bisogna individuare le persone che creano
difficolta' e poi risolvere il problema. Questo vale per le cooperative, ma
anche per i Comuni e le amministrazioni. Davanti a due realta' superate, come le
interdittive, bisogna reagire in modo propositivo e non repressivo. Si individua
il nome e il cognome in modo selettivo, colpendo il singolo e non fermando il
lavoro di tutti. Solo cosi' si puo' creare la cultura e unire i singoli punti
positivi ottenuti sul territorio, con una linea. Ecco, quella linea culturale di
speranza, ancora non c'e'". Valorizzare la propria terra in un periodo di crisi,
"non e' facile - chiarisce il presidente della cooperativa "Valle del Bonamico",
Piero Schirripa -. Non si puo' pretendere che in un territorio logorato e ferito
dalla 'ndrangheta, della realta' nata proprio per combatterla, non facciano
parte persone che in vario modo sono legate ad essa. Noi, grazie al sostegno di
Bregantini, abbiamo preso 40 ettari di terra e l'abbiamo resa lavoro per tutti.
Le ferite del nostro territorio sono diventate la spinta per agire e lo Stato
non puo' fermare quella spinta".