A circa un’ anno e mezzo dalla chiusura di alcune fontane pubbliche a Pellaro , nulla trapela dagli uffici comunali se e quando l’ acqua può essere prelevata nuovamente dalle fontane né tantomeno se siano stati effettuati lavori di sanificazione dei serbatoi che ne hanno causato la loro chiusura. Difatti l’ ordinanza dei Commissari (la n 3 del 29/10/2012) è stata emanata a seguito delle analisi dell’ Arpacal , che hanno appurato un’ inquinamento batteriologico in alcune delle fontane pubbliche , le cui acque vengono distribuite da serbatoi (così recita l’ ordinanza). A tal proposito , bisogna far notare che almeno tre di queste fontane chiuse, in particolare quelle di via Lume arco di Nesci , quella di via Rimembranze e quella di via Pantano, sono approvvigionate, non dalla rete proveniente dai serbatoi, ma bensì da una sorgiva situata in località Pantano, espropriata alla famiglia Nesci alla fine del 1800 , proprio per consentire alla cittadinanza di servirsi di acqua di ottima qualità . Da nostra memoria, mai il traforo è stato pulito di recente, gli ultimi lavori risalgono agli anni 70, mentre gli unici interventi effettuati in questi anni riguardavano la camera di raccolta posta vicino al traforo, dove veniva messa una semplice sacca di cloro per disinfettare la vasca. Tutto qui. Pertanto si chiede ai Commissari , in attesa del rientro dei parametri batteriologici per le altre situazioni, di valutare la riapertura delle sole tre fontane che provengono dalla sorgiva di Pantano e non come erroneamente riportato nell’ ordinanza, consentendo alla cittadinanza di poter usufruire di acqua di buona qualità in maniera gratuita, come da sempre è avvenuto a Pellaro.
Obiettivo Pellaro