Avevamo lanciato l’allarme in tempi non sospetti rischiando, come al solito, di essere additati come “complottisti” o, peggio ancora” come “paranoici” .
Succede questo a Reggio se denunci , prima che avvenga, il rischio del fallimento di una trattativa, quella relativa alla gestione del Cilea (fra Regione-Provincia e Comune) che avrebbe sferrato, come ora è successo, il peggiore schiaffo alla Cultura cittadina dopo la chiusura “forzata” del Museo Nazionale fino a qualche mese fa.
Il più importante “tempio della cultura” cittadino, monumento prestigioso e “perla” architettonica del sud italia, non ha superato la dura prova del “Ballo del Potere” dei nostri politici; rimarrà CHIUSO.
C’è un detto calabro significativo e calzante: “ I scecchi si sciarriunu e i barili levanu a furia”!
L’accordo non è arrivato a causa di un “braccio di ferro “ patetico ed indecoroso al cospetto dei più alti e nobili valori collegati all’antichissima tradizione del “teatro” nella nostra città che, per quanto se ne dica, rimane comunque erede culturale di quell’immenso patrimonio tramandatoci dal periodo magno-greco che ha scalfito la nostra identità ed i nostri migliori costumi popolari; un affronto che Reggio non meritava e che, purtroppo, è epilogo di una serie precisa di scellerate decisioni politiche dell’ultimo decennio che hanno già portato la nostra città alla sua peggiore condizione dal dopoguerra ad oggi.
L’assessore Lamberti sembrava fosse l’unico in linea con la proposta di sviluppare una “gestione partecipata” del Cilea con Associazioni, Artisti ed Operatori del settore ( vedi Conservatorio, Accademie musicali ecc); il tentativo espresso era quello di riconsegnare il Teatro alla città partendo dalla città stessa.
Evidentemente non è bastato.
Giusto sabato 12 scorso l’ultimo significativo evento con lo straordinario spettacolo dei KORALIRA il cui ricavato è andato in beneficienza al reparto di Oncologia dell’Ospedale di Scilla.
Grande risposta del pubblico ( oltre 650 persone) ed entusiasmo tangibile sul viso di tutti per un evento con pochissima risonanza mediatica perchè se gli spettacoli non sono “sponsorizzati” da qualche big politico di turno non devono avere valore e ricaduta di opinione pubblica .
La Regione Calabria, da unico Ente in grado di disporre di un consistente e decisivo aiuto economico alla programmazione della “ Stagione” al Cilea, ha evidentemente abbandonato l’idea pur di non cedere lo scettro della Dir. Artistica ad altri soggetti che non fossero di sua diretta indicazione ( roba da regime veramente) volendo espressamente fare la parte del leone sulla trattativa come lo stesso Zoccali dichiarò qualche mese fa affermando che nel caso in cui avessero finanziato il Cartellone avrebbero voluto entrare nel merito della programmazione.
Traduciamo per chi non è del mestiere : “ anche se non ne capisco nulla voglio gestire il Teatro con le mie persone e le mie indicazioni perchè metto i soldi ”; quasi i soldi non fossero “pubblici” e non “personali”.
Pretesa assurda e finanche irriverente verso chi ci lavora quotidianamente e da anni in questo fondamentale settore della cultura; il risultato è che il Teatro rimane chiuso non solo per loro ma soprattutto per la città tutta.
Non esistono giustificazioni plausibili per rendere accettabile uno schiaffo morale di questo livello; è stato come sparare, in guerra, alla Croce Rossa.
Il nobile Teatro F. Cilea sta ospitando il peggiore spettacolo “fuori programma” cui avremmo mai voluto assistere: quello della patetica lotta fra i Potenti.
Speriamo su di loro cali presto il sipario per riaprirlo solo quando questa città riuscirà di nuovo a stare in piedi da sola e non dovrà più elemosinare il suo diritto sacro ad una dignitosa crescita culturale.
Filippo Sorgonà
Manager dello Spettacolo ed Esperto in Organizzazione di Eventi