Fiamma Tricolore su porto di Gioia Tauro

Fiamma Tricolore su porto di Gioia Tauro
Riceviamo e pubblichiamo:
 

Abbiamo volutamente aspettato un paio di giorni prima di commentare la notizia del trasporto di gas nervino, abbiamo scelto di aspettare solo per non riempire di insulti il governo. Ebbene le armi chimiche di distruzione di massa, a suo tempo vendute al presidente siriano Assad dai paesi occidentali, paesi questi che detengono il primato di produttori, esportatori e utilizzatori, stanno per giungere nella nostra regione.

Senza nessun preavviso, senza nessuna nota informativa nei riguardi degli Enti locali e con una grande dose di arroganza da parte del governicchio Letta, ben 1500 container zeppi del micidiale gas nervino e stipati su due navi da trasporto, sosteranno nelle acque che bagnano la cittadina di Gioia Tauro in attesa che imbarcazioni militari statunitensi ne prendano in consegna il fatale carico.

Quest’operazione improvvisa è il frutto di una manovra mostruosa che il governo Letta succube come sempre alle scelte degli altri ha dovuto accettare con la giustificazione di una quanto mai irrisoria risoluzione O.N.U.

Oggi quella che nel 2012 fu considerata una semplice ma redditizia operazione di export per gli Stati Occidentali con la conseguente vendita delle sostanze chimiche, si è alla fine rivelata un boomerang per l’Italia, poiché il nostro paese contribuirà alla distruzione del micidiale sarin fornendo non solo il porto e il supporto logistico, ma contribuirà alle spese che tale bonifica comporta con milioni di euro.

Sebbene la produzione del sarin fosse stata vietata già dal 1993 e la cui tossicità è 500 volte superiore al cianuro, esso è stato comodamente e sotto altre forme prodotto ed esportato specie in quei paesi instabili e privi di tecnologie avanzate.

La cosa più grave è che ancora una volta il nostro territorio viene a essere considerato la discarica d’Italia, una sorta di colonia che invece di essere valorizzata e incentivata, continua a essere deturpata dai mafiosi interni e romani. Una triste realtà che lega logiche passate e prospettive future non in termini di progresso ma in termini di regresso totale.

Sarebbe bene che prima di parlare di risoluzioni O.N.U. da rispettare, proprio quest’organismo, censurasse in maniera chiara e forte gli Stati produttori ed esportatori di prodotti mortali e dei quali zeppi ne sono gli arsenali.

Il Ministro Bonino non ha perso tempo a indicare l’Italia come destinazione per lo scambio di navi, come se sul piano internazionale volesse far vedere agli italiani che sul piano internazionale lei conti qualcosa, tanto da poter far dimenticare per qualche giorno la sua evidente incapacità di gestire la Farnesina per il bene della nostra nazione, basti pensare al caso dei due Marò, di corsa a dire che l’Italia è pronta ed è capace, non pensando che forse lo stesso lavoro poteva essere svolto da un qualsiasi porto del nord dell’Africa.

In suo aiuto arriva il Ministro Lupi, che si ricorda di Gioia Tauro come eccellenza solo in questo momento, quando invece doveva spingere RFI a investire sul nostro porto, nulla ha fatto, allora non era forse eccellente? Forse non merita più sviluppo?

Vero è che quest’operazione non è poi tanto differente dal normale carico/scarico di container pericolosi che giornalmente avviene nel più grande porto della nostra regione, che i nostri portuali siano preparatissimi a maneggiare container pericolosi non abbiamo dubbi, come non li abbiamo sull’eccellenza porto stesso, ma cosa ne ricaviamo noi calabresi da questa scellerata scelta? Nulla, servi del volere di chi non ci rappresenta e ci usa soltanto, non solo, per fare, in modo alquanto ignorante, bella figura si organizza pure una conferenza stampa, atta a far sapere al mondo dove si trovano le navi e cosa contengono, così che se qualche organizzazione mal intenzionata possa organizzare qualche atto che metterebbe in gran rischio tutto il nostro territorio. Può forse un Ministro degli Esteri sottovalutare la segretezza di un’operazione del genere? A noi adesso calabresi trarre le dovute considerazioni, su chi abbiamo votato e su chi domani dovremmo votare.

Il MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE mobilita i propri militanti affinché facciano sentire forte la propria voce, chiede che queste armi siano trasferite nei porti di quelle nazioni i cui governi, senza nessuna ritrosia, hanno permesso la stipulazione di contratti milionari non tenendo conto dell’uso improprio che da questa vendita ne potesse scaturire né dalle migliaia di vittime innocenti che attendono giustizia e che gli stessi hanno sulla loro coscienza. Infine invitiamo espressamente i Ministri Bonino e Lupi a presenziare, qualora non volessero fare un passo indietro nella loro scelta, alle operazioni portuali di carico e scarico, dando prova che la loro sicurezza ostentata in conferenza stampa abbia ragione d’essere e non sia stata ciò che noi pensiamo, ossia la solita gaffe che questo governucolo ormai ci ha abituato a vedere e subire.


Antonio Giordano
Vice Segretario - Movimento Sociale Fiamma Tricolore
Federazione provinciale di Reggio Calabria