I ritardi che si stanno registrando per l’avvio di Calabria Verde devono essere urgentemente superati.
Ad affermarlo Paolo Tramonti Segretario Generale CISL Calabria intervenendo al Convegno “Una rinnovata politica per la Tutela, Salvaguardia e Sviluppo del Territorio. Crescita, Lavoro, Innovazione” svoltosi questa mattina a Lamezia Terme.
Questa legge, fortemente voluta dalla CISL, dovrebbe essere lo strumento di valorizzazione e riqualificazione del settore forestale, motore dello sviluppo economico e sociale di quelle aree interne altrimenti soggette a fenomeni non arginabili di abbandono.
Lunghi mesi di attese, passi indietro e fughe, spesso isolate, in avanti, per nominare finalmente nei giorni scorsi, il direttore generale.
Per la CISL il significato della riforma del comparto forestale è dettato dall’esigenza di cambiare musica e non solamente il nome come da oltre un ventennio la politica calabrese è abituata a fare; e allora la strada da seguire per un deciso rilancio del settore è quella della netta separazione fra le fasi di programmazione, indirizzo e controllo che sono prerogativa della Regione e degli assessorati competenti e le fasi di progettazione operativa, gestione ed esercizio che devono essere svolte, dall’Azienda, in assoluta autonomia decisionale.
Alla Regione spettano funzioni decisive di predisposizione di strumenti conoscitivi necessari, quali l’Inventario forestale regionale e la Carta forestale, operazioni indispensabili per la realizzazione di un Programma Forestale Regionale che sappia tener conto degli orientamenti e delle politiche forestali comunitarie e nazionali, indicando le linee guida di conservazione, gestione e valorizzazione dei sistemi forestali, in approccio globale di pianificazione territoriale integrata.
L’obiettivo irrinunciabile per il quale ci siamo battuti negli anni e ci batteremo ancora - ha concluso Tramonti - è quello di realizzare un nuovo modello ed una nuova concezione di gestione di questo settore, che sia capace di guardare all’interesse collettivo, ma nello stesso tempo sia capace di organizzarsi come una vera azienda, seria, competitiva e attenta alla dinamiche e all’evoluzione del mercato.
Un Ente nuovo capace di svolgere attività di tipo protettivo, strategicamente rilevanti e decisive ai fini del risanamento idro-geologico di una terra fragile e offesa come la Calabria, unitamente alla necessaria funzione produttiva che possa aprire possibilità concrete di sviluppo economico e crescita occupazionale.
Il Segretario Confederale Luigi Sbarra nella conclusione dei lavori ha evidenziato l'esigenza di una strategia nazionale e regionale finalizzata all'adozione di interventi concreti sulla politica ambientale, su un Piano Straordinario per fronteggiare i rischi legati al dissesto idrogeologico e per una gestione attiva del patrimonio forestale, di grandi investimenti sulla Green Economy, di realizzazione della Filiera Bosco , Legno, Energia e Turismo anche per determinare miglioramenti della condizione economica, produttiva ed occupazionale del Paese e della Calabria che vanta di un patrimonio forestale e boschivo di indubbio valore.
La nuova fase di programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, i processi di rimodulazione delle risorse non spese a valere sul ciclo 2007 2013 nonché gli stanziamenti previsti nel Piano di Sviluppo Rurale (PSR), possono rappresentare il riferimento finanziario su cui collegare una robusta e innovativa fase di programmazione e progettualità per mettere al centro e tra le priorità la valorizzazione del patrimonio montano e forestale, attività di prevenzione contro il rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio per sostenere ed accompagnare dinamiche di crescita e sviluppo delle comunità rurali. Da questo punto di vista in Calabria è necessario ai fini di una panificazione omogenea degli interventi mettere insieme le risorse finanziarie, gli strumenti preposti alla loro attuazione (CALABRIA verde, consorzi di bonifica, imprenditoria privata, ecc..) l'utilizzazione produttiva delle risorse umane e professionali a cominciare dai lavoratori forestali, fondo sollievo, sorveglianza idraulica. Occorre in sostanza una strategia concentrata su misure protettive ( difesa del suolo , dissesto idrogeologico, ripopolamento e rimboschimento della montagna) e misure produttive (filiere integrate, utilizzazione e valorizzazione ai fini turistici del patrimonio montano, energia da biomasse). Servono inoltre, azioni efficaci tendenti alla rinaturalizzazione dei rimboschimenti anche per prevenire incendi, recuperare a funzioni produttive terreni dismessi dell'agricoltura. Sul modello delle Zone Franche Urbani sostenere la necessità di creazione di zone franche montane o rurali che incentivino la nascita di piccole e medie imprese e che assicurino fiscalità di vantaggio, decontribuzione per i lavoratori assunti, miglioramento dei servizi nelle comunità rurali da quelli dei trasporti, alla sanità, alla scuola, alla casa anche per frenare lo spopolamento delle aree interne.
CISL: non più rinviabile l'avvio dell'Azienda Calabria Verde
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