“Ritornateci i soldi. Ma che aspettiamo ad abolire le Province e i politici del pdl e del pd meno elle, che aspettiamo a farci restituire i soldi. Hanno aumentato le tariffe dell’assicurazione auto al 16%”, denuncia Giovanni Belmonte del meetup 162 del Movimento 5 Stelle, “e si sono dimenticati di dircelo, eppure pagano fior di addetti stampa, ‘figli di’, altro che ammazzateci tutti, ormai i politici calabresi e reggini sono una massa di sciacalli che spolpano l’osso, cioè le famiglie, cioè i cittadini, non sanno più che fare, chiudono gli asili e appena possono succhiano il sangue”. Belmonte insiste, “il decreto legge collegato alla legge di stabilità 2014 introduce una serie di misure per l’abbattimento dei premi assicurativi e la lotta alle frodi nella RC auto, ma Raffa e la sua giunta fortemente impegnati nella lotta alla ndrangheta in difesa dei cittadini, si devono essere distratti. Invece della ndrangheta hanno colpito di nuovo i cittadini e così mentre la gente il 20 dicembre scorso, alle 13.30 pensava a pranzare con una misera tredicesima, un gruppo di amici, alla Provincia alzavano le tariffe delle assicurazioni del massimo stabilito, 3.5%, dico, 3.5% portandola al 16%. E bravo Raffa ha scelto l’ora di pranzo, sotto le feste per inserire la discussione su Variazione dell’aliquota dell’imposta delle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore esclusi i ciclomotori, al netto del contributo di cui all’articolo 6, comma 1, lettera a) del decreto legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito con modificazioni dalla legge del 18 febbraio 1992, n. 172”. In quei giorni prefestivi, che ricordano la Sacra Natività, alla Provincia mangiavano carne di porco, c’era tutta la giunta, il presidente Giuseppe Raffa, il pio editore di destra-sinistra-centro pdl e pdl meno elle Eduardo Lamberti Castronuovo, l’uomo dell’aereo per Praga, c’era il vicepresidente Giovanni Verduci e gli assessori Giovanni Arruzzolo, Domenico Giannetta, Giuseppe Pirrotta e l’assessore antimafia, amico del popolo, Gaetano Rao; assente solo l’assessore Mario Candido. Il prode dirigente non-lobbista del settore 5, economico finanziario, dottor Paolo Morisani, ha espresso, evidentemente con trasporto e senza alcun dubbio, parere favorevole.
“La domanda è”, si chiede Belmonte, “lo hanno detto anche ai propri elettori o si sono riuniti segretamente come carbonari, accoltellando la gente alle spalle ?, lo hanno detto al popolo reggino oppure solo agli amici delle assicurazioni ?”. Eppure era una cosa inaspettata, con la legge di stabilità, dice Belmonte, “la Provincia, dal 2012, aveva avuto in regalo questo nuovo tributo, quello delle assicurazioni. Quindi soldi freschi, soldi in più, che bisogno c’era di alzare le aliquote, come hanno fatto solo 23 province in tutta la penisola che bisogno c’era di ritenerlo indispensabile, visto che già c’erano entrate nuove; per caso non avranno sperperato tutte le entrate dell’anno ?”
“Il decreto legislativo n° 68 dello scorso 3 giugno 2011”, dice Belmonte, “recante ‘Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province’ dispone, all’articolo 17, comma 1, che dal 2012 l'imposta provinciale sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori con aliquota del 12,5 per cento; il medesimo articolo 17 del decreto legislativo conferisce inoltre, al comma 2, la facoltà alle province, a decorrere dal 2011, di aumentare o diminuire l'aliquota in misura non superiore al 3,5 %, portandola, quindi, in una forbice compresa tra il 9 e il 16 %. Bene che ha fatto Raffa”, insiste Belmonte, “invece di diminuirla come poteva fare, la ha aumentata che più di così non poteva, la ha portata al 16%, aumentando del massimo consentito per legge del 3.5%. Ma Raffa non è quel pio uomo che i nasconde dietro il vescovo e da cattolico finto o vero che sia, pensa ai più bisognosi ?”.
Fatto sta che a seguito di dieci giorni di permanenza nell’albo online della Provincia l’aumento é diventato esecutivo dal 13 gennaio 2014, partirà a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello della pubblicazione della delibera di variazione sul sito informativo del ministero dell’economia e delle finanze con decreto dirigenziale da attuare entro sette giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso.
“Ma bene”, dice Belmonte, “sapete perché hanno fatto l’aumento ? come si legge in delibera : per i continui tagli del federalismo fiscale in un momento di crisi economico finanziaria, per l’aleatoria e dall’andamento delle entrate fiscali provinciali soggette a congiunture negative, per mantenere le risorse per la tutela della sicurezza del patrimonio provinciale e perché non l’avevano aumentata lo scorso anno”.
“Per fortuna”, dice Belmonte, “che nella giunta ha firmato anche l’amico del popolo, l’assessore antindrangheta Gaetano Rao, l’amico degli amici, che non si è capito bene, se si è dimesso o no; ma se si è dimesso come mai ha ancora le deleghe ? Magie del mago Raffa ? Raffa quello che non ha mai letto la pesante interdittiva antimafia della Prefettura reggina guidata da Vittorio Piscitelli, che nello scorso mese di marzo ha ricevuto la ditta individuale "Agrumi Gr di Gaetano Rao", Gateano Rao chi ? Ma l’assessore che ha firmato l’aumento delle tariffe sull’assicurazione auto”. Dopo l’informativa antimafia a causa di parentele e contatti, secondo la Prefettura, con il clan Pesce, Raffa prese le deleghe, che poi per magia ritornarono a Rao. Adesso è chiaro che Rao e Raffa sono fortissimi assertori di una estenuante lotta senza confini alla ndrangheta (Raffa ha scritto anche a Galullo de “Il Sole 24ore” per rivendicarla) e non hanno tempo per i cittadini normali, ma gradiremmo che abbassasse queste tariffe impossibili da pagare per cittadini tartassati da politici inetti sia pure impegnatissimi a debellare il cancro ndranghetistico dalla mattina alle 4 quando si svegliano fino alle 4 del giorno dopo. Andate tutti a casa, ma prima tornateci i soldi”.
RC. Rincari assicurazioni, Belmonte (meetup 162 M5S): ridateci i soldi
Riceviamo e pubblichiamo: