CISAL, il ricordo dalla shoà: per non dimenticare dove la barbarie umana può arrivare

CISAL, il ricordo dalla shoà: per non dimenticare dove la barbarie umana può arrivare
Riceviamo e pubblichiamo:
 
Il 27 gennaio ricorre la giornata della memoria, dedicata al ricordo della tragedia della shoà del popolo ebraico.
Come ogni anno, l’occasione rappresenta un momento di riflessione su quella immane tragedia del passato, che deve servire come monito per il presente per evitare che analoghi drammi si ripetano in futuro.
Infatti, anche oggi che ci siamo addentrati nel terzo millennio e che certe immagini sbiadite dal tempo sembrerebbero sbiadire anche dalla nostra memoria, permangono forti all’interno della società i virus dell’intolleranza, del razzismo, della violenza verbale e di quella fisica, come portato di una subcultura profondamente diffusa.
Tutto ciò rappresenta un concreto rischio per il nostro futuro, in quanto questo imbarbarimento generalizzato può rappresentare un pericoloso humus per il rinnovarsi di antiche tragedie.
Crediamo allora che giornate come questa, con i loro incontri, dibattiti, confronti, debbano servire ad allargare il fronte del rifiuto, totale e senza appello, di ogni forma di violenza e di intolleranza.
Per questo motivo, riteniamo che chi occupa posizioni di vertice all’interno della cultura, della politica, della società civile più in generale, non possa e non debba schierarsi nell’atto di condannare simili orrori: non possono esistere i morti di serie A e quelli di serie B, quando sono tutti vittime dell’odio e della discriminazione, indipendentemente dalla loro appartenenza o da quella dei loro carnefici.
Così facendo, giornate come quella della memoria rappresentano non soltanto una pausa di sommessa riflessione e di rispettoso ricordo, ma anche un momento di grande crescita e di profonda trasformazione culturale: ma se in simili occasioni c’è chi approfitta della sua posizione per operare scelte di parte e nuove discriminazioni, allora il loro autentico significato è destinato ad alimentare nuove tragiche divisioni.