Gioa Tauro, U.Di.Con: c’è aria di guerra

Gioa Tauro, U.Di.Con: c’è aria di guerra
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“Più che un’operazione internazionale di smantellamento di armi chimiche, assomiglia ad una scena di attacco marittimo ai tempi della guerra – con queste parole il Presidente Nesci commenta l’arsenale che sta puntando verso le coste italiane, con destinazione porto di Gioia Tauro – un vero e proprio esercito che non ha davvero nulla dell’intervento di routine di cui si parlava, tutto ciò naturalmente non fa altro che creare ancora più sospetto tra i cittadini e le amministrazioni comunali dell’area interessata che ora si estende fino alle coste siciliane”.
Le cinque navi scelte per scortare la Ark Futura, la nave che trasporterà le armi chimiche siriane, rappresentano la punta di diamante tra le navi da guerra in dotazione della Gran Bretagna, Cina, Norvegia, Danimarca e Russia insomma, non si tratta di una convenzionale scorta come si pensava inizialmente.
Nello stretto di Messina transiteranno infatti navi con un arsenale di tutto rispetto: una flotta dotata di missili di vario tipo, cannoni, siluri, sofisticati sistemi radar e decoder, elicotteri, una tecnologia e un armamento di ultima generazione a cui sicuramente si aggiungerà una parte del nostro esercito e di quello statunitense, visto il coinvolgimento degli Stati Uniti alla vicenda.
Un territorio che per qualche giorno dovrà sopportare una presenza costante di militari i quali veglieranno sulla riuscita dell’operazione che presenta, con il passare del tempo, degli elementi sempre più sospetti.
“Le notizie e le foto che circolano in questi giorni sono veramente allarmanti – conclude il Presidente dell’U.Di.Con, Nesci – mi metto nei panni degli abitanti che continuano a sentire voci da più parti, non trovando ancora un riferimento nelle Istituzioni che dovrebbe, invece, tranquillizzare e tenerli costantemente aggiornati su una vicenda unica nel nostro Paese”.