Ventidue rinvii a giudizio, tre proscioglimenti e due richieste di accesso al
rito abbreviato. Lo ha deciso il gup di Reggio Calabria Carlo Alberto
Indellicati accogliendo ampiamente l'impianto accusatorio del procuratore
aggiunto della Dda Nicola Gratteri, nell'ambito dell'operazione ''Metropolis'',
eseguita dalla guardia di finanza lo scorso anno a carico di presunti elementi
di primo piano delle cosche della 'ndrangheta della locride coinvolti in una
gigantesca operazione immobiliare del valore di oltre 450 milioni di euro. Tra i
rinviati a giudizio figurano anche Henry James Fitzsimons, 64 anni, di Belfast
(Irlanda), appartenente all'Ira e incaricato dall'organizzazione terroristica
che si batte per l'indipendenza dell'Irlanda del nord di ripulire i proventi
ricapitalizzandone le risorse finanziarie, e Francesco Sculli (68), funzionario
del Comune di Bruzzano Zeffirio, padre del calciatore Giuseppe. A giudizio,
oltre a Fitzsimons e Sculli, sono finiti Rocco Aquino, 53 anni, indicato dagli
inquirenti come il capobastone della ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica;
Francesco Arcadi (47), di S. Agata del Bianco; Domingo Bernal Diaz (49),
spagnolo; Giuseppe Carrozza (35), di Locri; Antonio Cuppari (49), di
Brancaleone; Henry James Fitzsimons (64), di Belfast (Irlanda), la cui posizione
e' stata stralciata, sospettato di collegamenti con l'Ira; Jorge Pablo Sagredo
Lamberti (43), di Buenos Aires (Argentina); Rocco Morabito (53), figlio di
Giuseppe il ''tiradrittu''; Domenico Muccari (42), di Isca sullo Ionio; Antonio
Raimondo (44), di Isca; Daniele Scipione (35), di Bovalino; Fausto Ottavio
Strangio (50), di S. Luca; Sebastiano Sisto Strangio (58), di S. Luca; Domenico
Vallone (49), di S. Agata del Bianco; Antonio Velardo (36), di Pompei; l'ing.
Bruno Verdiglione (55), di Caulonia; Domenico Vitale (39), di Brancaleone, e
Sebastiano Vottari (38), di San Luca. Prosciolti da ogni addebito Francesco
Strangio (60), di S. Luca, Domenico Aquino e Nicola Rocco Aquino, quest'ultimo
latitante perche' coinvolto nel processo ''Crimine''
rito abbreviato. Lo ha deciso il gup di Reggio Calabria Carlo Alberto
Indellicati accogliendo ampiamente l'impianto accusatorio del procuratore
aggiunto della Dda Nicola Gratteri, nell'ambito dell'operazione ''Metropolis'',
eseguita dalla guardia di finanza lo scorso anno a carico di presunti elementi
di primo piano delle cosche della 'ndrangheta della locride coinvolti in una
gigantesca operazione immobiliare del valore di oltre 450 milioni di euro. Tra i
rinviati a giudizio figurano anche Henry James Fitzsimons, 64 anni, di Belfast
(Irlanda), appartenente all'Ira e incaricato dall'organizzazione terroristica
che si batte per l'indipendenza dell'Irlanda del nord di ripulire i proventi
ricapitalizzandone le risorse finanziarie, e Francesco Sculli (68), funzionario
del Comune di Bruzzano Zeffirio, padre del calciatore Giuseppe. A giudizio,
oltre a Fitzsimons e Sculli, sono finiti Rocco Aquino, 53 anni, indicato dagli
inquirenti come il capobastone della ndrangheta di Marina di Gioiosa Ionica;
Francesco Arcadi (47), di S. Agata del Bianco; Domingo Bernal Diaz (49),
spagnolo; Giuseppe Carrozza (35), di Locri; Antonio Cuppari (49), di
Brancaleone; Henry James Fitzsimons (64), di Belfast (Irlanda), la cui posizione
e' stata stralciata, sospettato di collegamenti con l'Ira; Jorge Pablo Sagredo
Lamberti (43), di Buenos Aires (Argentina); Rocco Morabito (53), figlio di
Giuseppe il ''tiradrittu''; Domenico Muccari (42), di Isca sullo Ionio; Antonio
Raimondo (44), di Isca; Daniele Scipione (35), di Bovalino; Fausto Ottavio
Strangio (50), di S. Luca; Sebastiano Sisto Strangio (58), di S. Luca; Domenico
Vallone (49), di S. Agata del Bianco; Antonio Velardo (36), di Pompei; l'ing.
Bruno Verdiglione (55), di Caulonia; Domenico Vitale (39), di Brancaleone, e
Sebastiano Vottari (38), di San Luca. Prosciolti da ogni addebito Francesco
Strangio (60), di S. Luca, Domenico Aquino e Nicola Rocco Aquino, quest'ultimo
latitante perche' coinvolto nel processo ''Crimine''