MAMEZIA. Comitato popolare si oppone ingrandimenti pianopoli

MAMEZIA. Comitato popolare si oppone ingrandimenti pianopoli
Un Comitato popolare e' nato nel lametino allo scopo di dire ''no al quarto
ampliamento della Discarica di Pianopoli e per chiedere la totale inversione di
tendenza della politica regionale di gestione dei rifiuti''. All'assemblea
costituente, e' scritto in una nota, hanno partecipato, oltre a cittadini e
movimenti di Cancello e Migliuso, Pianopoli, Lamezia, Curinga, ''anche i
comitati che si oppongono alle finte isole ecologiche di Donnici e Battaglina,
il comitato no discarica Valle Giani di Lago, i rappresentati dei cittadini che
dicono no agli impianti di Bisignano e Castrolibero, il Csoa Cartella di Reggio
Calabria che da sempre e' vicino alle lotte per la
tutela dell'ambiente e del territori, il comitato contro la centrale a biomasse
di Sorbo San Basile, l'Associazione Il Brigante, in prima fila nella battaglia
sulla questione dell'invaso dell'Alaco, il Coordinamento Calabrese Acqua
Pubblica 'Bruno Arcuri', Badolato in Movimento''. ''Dopo 17 anni di
commissariamento per l'emergenza ambientale - e' scritto nella nota - in poco
piu' di un anno emergono tutte le responsabilita' della giunta Scopelliti che
dimostra tutta la sua incompetenza in materia, presentando l'ennesima idea di
gestione dei rifiuti basata sulla realizzazione di nuovi impianti, sul
potenziamento di quelli esistenti e sullo sperpero di denaro pubblico che serve
solo a foraggiare l'imprenditoria malsana del settore e, ovviamente, gli
interessi della criminalita'. Si pensi ad esempio al bando regionale che prevede
di spendere 93 milioni in un anno per stoccare, imballare ed inviare la
spazzatura all'estero. Tutto cio' dimostra quanto queste pratiche siano di piu'
distante da una gestione corretta che, invece, dovrebbe ispirarsi alla strategia
Rifiuti Zero''. ''Il comitato - conclude la nota - avra' quindi come obiettivo
immediato quello di bloccare i lavori di ampliamento della discarica di
Pianopoli e al contempo attuera' tutto quanto necessario al fine di chiedere a
gran voce un cambio di rotta nella cattiva gestione dei rifiuti, indirizzando le
risorse economiche e finanziarie a disposizione verso un sistema pubblico e
partecipato che porti alla strategia Rifiuti Zero''.